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domenica 12 marzo 2017

Two ingredients cookies.


Two ingredients cookies: banane e fiocchi d’avena. E varie aggiunte che potete scegliere a piacere. Li ho visti su un blog americano e ieri pomeriggio ho provato a farli per merenda. Si preparano in pochi minuti e sono davvero una sana alternativa al biscotto burroso. Alla ricetta base (banane+fiocchi d’avena) potete aggiungere uvetta, altra frutta secca, gocce di cioccolato, ecc. Come preferite. Se li volete un po’ più dolci potete aggiungere un cucchiaino di miele, ma io secondo me sono già abbastanza dolci così!

Ingredienti:

1 banana
50 g circa di fiocchi d'avena
eventuali aggiunte: gocce di cioccolato, frutti di bosco disidratati, pinoli, noci, uvetta, datteri..

Con una forchetta schiacciate la banana fino ad ottenere una purea non troppo uniforme. Mescolate alla banana schiacciata i fiocchi d'avena e gli eventuali ingredienti extra fino ad ottenere un composto non troppo umido.Predisponete una teglia ricoperta di carta da forno e versatevi l'impasto a cucchiaiate, schiacciandolo leggermente per dare ai biscotti la classica forma tonda: a me sono venuti, con queste dosi, 7 biscotti da circa 6 cm di diametro. Trasferite la teglia in freezer per 5/10 minuti.Preriscaldate il forno a 180° poi, trascorso il tempo indicato per far rassodare l'impasto in freezer, mettete la teglia con i biscotti in forno.Fate cuocere i biscotti per 15 minuti, poi sfornateli e staccateli delicatamente dalla carta da forno con l'aiuto di una spatola..

Song: " Long Shadow" Joe Strummer and the Mescaleros.


Streetcore è l’ultima perla dell’immenso Joe Strummer, prima che un’infarto ce lo portasse via il 22 dicembre 2002, L'album esce il 21 ottobre 2003 e il singolo del disco è la prima traccia, Coma Girl, un brano dedicato da Strummer alla figlia Lola per comunicarle il suo amore per la musica rock più legata alla strada. È una dichiarazione d'intenti allo stesso tempo musicale e programmatica: vuole essere il ritorno del gruppo ad atmosfere più rock, dopo le contaminazioni e la patchanka del disco precedente (Global a Go Go), in una canzone che ricorda molto il sound dei Clash, e insieme vuole essere un atto d'amore per il rock più stradaiolo. Scene di musica da strada riecheggiano infatti nel testo, e del resto streetcore, il titolo dell'album, può significare proprio questo, legato alla strada.
Segni della prematura scomparsa del leader della band si possono ritrovare in alcune canzoni del disco. Midnight Jam, ad esempio, è un brano sulla cui parte musicale, già pronta, Joe Strummer avrebbe dovuto scrivere cantare un proprio testo. La voce nella versione presente sul disco è in effetti di Strummer, ma si tratta di spezzoni tratti da trasmissioni radio che Joe aveva curato per la BBC. Oppure l'intenso pezzo finale, Silver and Gold (Cover di un blues del 1952 di Bobby Charles, allora intitolato Before I Grow Too Old), termina con Strummer che si rivolge al tecnico audio dicendo Ok, that's a take! (Ok, è una prova!). Ma pur essendo solo una prova si tratta di un pezzo che chiude degnamente l'album: è un brano in cui Strummer invita, prima di diventare appunto troppo vecchi, a fare cose come uscire a ballare ogni notte, guardare tutte le luci della città, fare un viaggio intorno al mondo, baciare tutte le ragazze più carine.
Due pezzi invece sono stati inseriti nell'album anche se inizialmente non era previsto che vi facessero parte. Si tratta di una versione di Redemption Song di Bob Marley (la seconda cover dell'album), e di Long Shadow, una canzone pensata e scritta da Joe per Johnny Cash. Alcune canzoni infine, come Dakar Meantime e Steady America, presenti nelle scalette degli ultimi concerti della band, non hanno fatto in tempo ad essere registrate in studio e quindi inserite nella tracklist finale dell'album. La canzone Ramshackle Day parade compare nella colonna sonora del film “Lo scafandro e la farfalla”, diretto nel 2007 da Julian Schnabel. Un disco bellissimo, intenso e vero, Streetcore è a mio parere  il lavoro più interessante e di qualità dallo scioglimento dei Clash.

domenica 5 marzo 2017

Tagliatelle all'ortica con sugo di cannellini.




Mi hanno regalato un sacchetto di tagliatelle all'ortica e ho pensato di prepararle con un condimento leggero che non ne copra il sapore già molto particolare..


Ingredienti:

  • 250 g di tagliatelle all'ortica
  • un cucchiaino di timo 
  • un cucchiaino di menta, 
  • 1 cipolla di tropea 
  • 150 gr di fagioli cannellini lessati
  • 2 spicchi d'aglio, 
  • 4 cucchiai di olio, 
  • 1 cucchiaino di semi di girasole
  • 1 cucchiaino di semi di zucca
  • 1 cucchiaino di mandorle a scaglie
  •  sale 

 Mettere abbondante acqua in una pentola e, appena bolle, salarla e buttarvi le tagliatelle. Mentre cuociono, preparare il condimento. Versate l'olio in un tegamino e unire la cipolla e gli spicchi d'aglio sbucciati e tagliati in piccoli pezzi . Rosolare poi aggiungete tutte le erbe secche e unire i fagioli cannellini . Aggiungere un mestolo di acqua di cottura e far ritirare il sughetto, salare. Emulsionare il condimento con il frullatore ad immersione direttamente nella padella. Quando le tagliatelle saranno al dente scolarle, e travasarle nella padella del condimento, aggiungere i semi e le mandorle e saltare qualche secondo. Mescolare e servire subito ben caldo..

Song:"Gloria" The Them


"Like to tell you 'bout my baby
You know she's come around
Just 'bout five feet-four
A-from her head to the ground
You know she comes around here
At just about midnight
She make me feel so good, Lord
She make me feel all right
And her name is G-L-O-R-I-A
G-L-O-R-I-A
Gloria!
G-L-O-R-I-A
Gloria!
I'm gonna shout it all night
Gloria!
I'm gonna shout it every day… Gloria!"...The Doors, Patty Smith, 101’eres, 13th floor elevators, Iggy Pop, David Bowie, Johnny Thunders, Grateful Dead e molti altri hanno cantato le gesta della bella “Gloria”: poche canzoni rock & roll possono rivaleggiare con l'eccitazione sessuale e la previsione di questa perla dei Them.  Van Morrison ha raccontato di aver scritto Gloria mentre si esibiva con i The Monarchs in Germania nell'estate del 1963, quando aveva circa diciotto anni. Iniziò a suonarla davanti al pubblico del Maritime Hotel ma poi in seguito fece ritorno a Belfast per unirsi ai The Gamblers e successivamente formare i Them. Spesso improvvisava il testo sul palco durante i concerti, dilatando la canzone anche fino a versioni di 15 o 20 minuti di durata e arricchendo il testo di particolari piccanti sull’incontro con questa fantomatica ragazza. Dopo aver firmato un contratto discografico con la Decca, i Them andarono a Londra, dove incisero il brano al Decca Three Studios situato in West Hampstead il 5 luglio 1964, insieme ad altre 6 canzoni. Oltre a Van Morrison, erano presenti alla sessione Billy Harrison alla chitarra, Alan Henderson al basso, Ronnie Millings alla batteria e Patrick John McCauley alle tastiere. Dick Rowe portò in studio i session men Arthur Greenslade all'organo, Jimmy Page alla chitarra, e Bobby Graham alla batteria, poiché considerava i membri dei Them ancora troppo inesperti come musicisti. Persiste ancora qualche disputa su chi tra Millings e McCauley suonò la parte di batteria principale in Gloria, ma Alan Henderson insiste nell'indicare i Them come primo gruppo rock a contenere il suono di due batteristi in una registrazione.Gloria venne inserita come B-side, quando il singolo Baby, Please Don't Go fu immesso sul mercato in Gran Bretagna il 6 novembre 1964. In seguito il brano venne inserito nel primo album di studio della band, The Angry Young Them del 1965…

lunedì 20 febbraio 2017

Insalata tiepida con cavolini di Bruxelles, frutta secca e arance.



I cavolini di Bruxelles sono una verdura nutriente e versatile. Abbondano di vitamine (C e K) e contengono antiossidanti che ci aiutano a prevenire le malattie cancerogene. Grazie alla presenza di solfuro i cavolini eliminano anche le tossine dal nostro corpo. Ve li propongo come piatto unico, in insalata,  accompagnati da arance e frutta secca..

Ingredienti:

  • 150 gr cavolini di Bruxelles
  • 60 gr insalata mista
  • 1 arancia
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 cucchiai di granella di noci, nocciole e mandorle
  • Un cucchiaio di uvetta.
  • Sale
  • Olio extravergine d'oliva 
Lavare i cavolini e tagliarli a metà.  Tagliare l'aglio e metterlo a scaldare in padella con un filo d'olio, dopo qualche secondo aggiungere i cavolini, il sale e farli rosolare per un minuto. Tagliare l'arancia, spremerne metà e aggiungere al succo mezzo bicchiere d'acqua. Versare il succo ottenuto nella padella, far sfumare, abbassare la fiamma e coprire con un coperchio. Cuocere i cavolini fino a che il succo non si è consumato (devono rimanere comunque croccanti) e a fine cottura aggiungere i cucchiai di granella mista e l'uvetta. Amalgamare bene il tutto e trasferire in un piatto aggiungendo l'insalata, l'altra metà dell'arancia sbucciata e tagliata in piccoli pezzi, olio e sale...





Ecco una delle canzoni dei Kinks che amo di più, un piccolo capolavoro di tre minuti che è riuscito a fondere le necessità commerciali di una single hit con uno stile personale e intimista. Waterloo Sunset nasce come tributo a Londra : Ray Davis scrive della sua città e della zona a cui lo legano molti ricordi. Da ragazzino aveva subito una tracheotomia nell’ospedale di St. Thomas e le infermiere lo accompagnavano su un terrazzo a guardare il Tamigi. Da studente attraversava il ponte di Waterloo ogni giorno per raggiungere l'istituto d'arte a Croydon,; i suoi genitori lo portavano lì da piccolo a guardare lo Skylon, la grande torre costruita per il Festival of England. E la scrive anche pensando alla sua ex moglie Rose, e ai sogni sul futuro che immaginava con lei  quando passeggiavano in riva al Tamigi. Il testo della canzone descrive un narratore solitario mentre osserva (o immagina) due amanti, tali Terry & Julie, che attraversano un ponte, e malinconicamente riflette sulla coppia, il Tamigi, e la Waterloo Station. I due innamorati riescono ad essere felici anche in mezzo allo squallore. Si è spesso detto che il brano fosse ispirato alla storia d'amore tra due celebrità inglesi dell'epoca, gli attori Terence Stamp e Julie Christie. Ray Davies negò assolutamente questa ipotesi nella sua autobiografia e ribadendo nel corso di un'intervista del 2008: «Si trattò di una fantasia su mia sorella e il suo ragazzo che dovettero emigrare per cercare fortuna all'estero». In un’intervista a Rolling Stone, suo fratello Dave Davis ha dichiarato che Ray sentiva questa canzone come una pagina del suo diario personale, ed era riluttante a condividerla col gruppo proprio perché la considerava troppo intima. Non arriverà al n.1 in Gran Bretagna ma resterà una delle canzoni più amate nel mondo del rock: Pete Towshend l'ha definita ‘divina, un capolavoro”, David Bowie, Perer Gabriel, Elliot Smith ne hanno realizzato una cover, Damon Albarn e Paul Weller la considerano la loro canzone preferita. Nel 2004 un sondaggio di una stazione radiofonica la proclamò la miglior canzone su Londra, mentre Time Out la dichiarò “l'inno della città” .

domenica 5 febbraio 2017

Biscotti all'avena


L'avena è una fonte di carboidrati a lenta digestione. Non provoca forti picchi insulinici. In questo modo fornisce al nostro organismo energia a lungo termine. L’ho usata per fare questi biscotti unendo scaglie di cioccolato al peperoncino e la combinazione degli ingredienti li ha resi un ottima alternativa ai classici biscotti “grancereale” del supermercato..

Ingredienti:

  • 200 g di fiocchi d’avena
  • 50 gr di margarina vegetale
  • 90 g di zucchero
  • 1 cucchiaino raso di bicarbonato
  • 100 g di farina 00 
  • 70 gr di cioccolato amaro al peperoncino (o quello che preferite!)

Pestate per pochi secondi i fiocchi d’avena in un mortaio, aiutandovi con un pestello, e metteteli in una ciotola. Aggiungete lo zucchero di canna, la farina setacciata, la margarina tagliata a pezzetti e il cucchiaino raso di bicarbonato. Sminuzzate grossolanamente il cioccolato e incorporatelo nell’impasto. Mescolate bene, sino a quando tutti gli ingredienti si saranno amalgamati tra di loro. Prendete un cucchiaio di impasto, conferitegli una forma tondeggiante e mettetelo su una placca foderata con la carta forno. Appiattitelo leggermente con il palmo della mano o il dorso di un cucchiaio, dopodiché procedete a formare gli altri biscotti, seguendo il medesimo procedimento. Fate cuocere i biscotti in forno preriscaldato a 170°C per circa 16-18 minuti, sino a quando diventeranno dorati. Sfornateli e gustateli freddi.

Song:"I Had Too Much To Dream Last Night" The Electric Prunes


Siamo a Los Angeles, è il 1966 e negli studi di Lèon Russell c'è una nuova band, gli Electric Prunes. Cinque ragazzi,James Lowe,  Ken Williams,  James "Weasel" Spagnola,  Mark Tulin,  Preston Ritter, che suonano sporco, essenziale, il genere che verrà in seguito battezzato "Garage rock" .La svolta per la loro carriera arriva alla festa di compleanno di un loro amico (marito di Annette Tucker, una delle autrici di Too Much to Dream), dove il gruppo incontra Dave Hassinger, un tecnico del suono della RCA che lavora con i Rolling Stones e con il quale si recano a Los Angeles. Hassinger decide di aiutare il gruppo a registrare un album, ma prima consiglia loro di analizzare il modo di suonare di gruppi come The Byrds e Beatles, così da avere punti di riferimento e ricercare un sound personale.
Dopo mesi di prove intensive viene pubblicato il singolo Ain't it hard/Little Olive e il gruppo viene messo sotto contratto dalla Reprise records . Mike Weakley rifiuta di firmare per la casa discografica e lascia il gruppo in favore di Preston Ritter. Il singolo Ain't It Hard non ha successo ma Hassinger da al gruppo diverse altre canzoni su cui lavorare, una di queste è I Had Too Much to Dream (Last Night), canzone che sarà definita dagli addetti ai lavori come "the weird one" (quella strana) e, supportata dal B-side Luvin, diventerà la prima hit estratta dal loro primo vero album, facendo conoscere il gruppo in tutta la costa pacifica verso la fine del '66.
La canzone , scritta dalle autrici Annette Tucker e Nancie Hounts, descrive un uomo che soffre di sintomi di una sbornia dopo aver avuto una relazione con la sua amante, dicendo che aveva "too much to dream" ieri sera. Titolo che è un gioco di parole con "too much to drink".  Nello studio di Russell il chitarrista Ken Williams sta sperimentando varie sonorità sulla Les Paul del '58, provando tutta una serie di effetti. Ma è l'ingegnere del suono a fare la "magia": riavvolge per caso il nastro e la suona al contrario. Il cantante si precipita in regia e gli chiede di metterla da parte. Quell'effetto diventerà l'intro della canzone sulla quale stanno lavorando.
"I Had Too Much To Dream Last Night" introduce tutta una serie di effetti elettronici, chitarre fuzz tone, effetti psichedelici a quei tempi quasi sconosciuti. Il brano verra scelto da Lennon Kaye (produttore del disco e futuro chitarrista di Patty Smith) per aprire "Nuggets: Original Artyfacts from the First Psychedelic Era, 1965–1968 , una raccolta di singoli garage rock e psichedelici usciti negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni 60 pubblicato nel 1972 in formato doppio LP dall'etichetta Elektra.

domenica 22 gennaio 2017

Quadrotti al cioccolato amaro, frutta secca e farro soffiato.



Dolce facilissimo da realizzare e perfetto per soddisfare la voglia di zuccheri quando si ha un calo di energia..o semplicemente per quando si ha voglia di viziarsi senza sensi di colpa!

Ingredienti

  • Cioccolato fondente 100 g
  • Farro soffiato 50 g
  • Frutta secca a piacere 50gr


Per preparare i quadrotti di farro soffiato e cioccolato, iniziate spezzettando grossolanamente tutto il cioccolato con l'aiuto di un coltello poi mettetelo a sciogliere a bagno maria. Tagliate a piccoli pezzi la frutta secca (io ho usato quei mix di frutta disidratata che si trovano al supermercato)
Quando il cioccolato sarà fuso, togliete il pentolino dall'acqua del bagno maria, quindi aggiungete poco alla volta il farro soffiato e la frutta secca e amalgamate il tutto per qualche secondo. Distribuite il composto stendendolo con l’aiuto di una spatola su un foglio di carta da forno
Lasciate solidificare il composto ottenuto in frigo per 4/5 ore. Trascorso il tempo indicato tagliare in piccoli pezzi ..
I quadrotti possono essere conservati in frigorifero in un contenitore chiuso con coperchio o con pellicola trasparente per 5-6 giorni ma vi assicuro che dureranno molto meno perché li mangerete subito!!

Song:"For yor love " The Yardbirds



Nel corso degli anni ’60 gli Yardbirds sono stati, assieme agli Animals, tra i gruppi beat-blues più venerati del pianeta. A differenza della band di Burdon però, che basava il proprio sound sulla voce nera del cantante e sull’organo, gli Yardbirds hanno costruito la loro fama attorno alla chitarra.Non per niente tra le proprie file sono passati tre fra i migliori chitarristi della storia del rock, da Eric Clapton a Jeff Beck, per finire con Jimmy Page. Ognuno di essi ha impresso nella musica del gruppo il proprio DNA; Clapton il blues, Beck il rock psichedelico e Page l’hard rock.La nascita degli Yardbirds può essere fatta risalire al 1962, quando la Metropolis Blues Band, un quartetto fondato l’anno prima da Keith Relf (voce e armonica) e Paul Samwell-Smith (basso), si è fuso con i Suburbitan R&B, formazione che comprendeva Top Topham (chitarra solista), Chris Dreja (chitarra ritmica) e Jim McCarty (batteria).L’unione di questi cinque personaggi ha dato origine agli Yardbirds che indica, in slang, i vagabondi che vivono nelle stazioni.La band ha iniziato a prendere quota grazie a Giorgio Gomelsky, che li ha ingaggiati per suonare nel suo locale, il Crowdaddy di Richmond. Proprio allora il chitarrista Topham se n’è andato ed è stato sostituito da Eric Clapton.Al Crowdaddy gli Yardbirds hanno preso il posto sul palco di un giovane gruppo che aveva fatto fortuna, i Rolling Stones, e come loro si sono fatti notare per le puntigliose riletture dei classici del rock e del blues americani. Famosa è stata anche una loro esibizione con il famoso bluesman Sonny Boy Williamson, apparsa in seguito su vinile. Con lo stesso Williamson il gruppo ha suonato anche al Firts R&B Festival di Birmingham e questo ha dato loro l’imput per cercare i primi contatti con le case discografiche. Dopo il rifiuto della Decca e della CBS, il quintetto ha firmato per la Columbia, con la quale è stato pubblicato l’album Five Live Yardbirds, registrato dal vivo al Marquee di Londra nel marzo del 1964, contenente cover di pezzo R&B.
I primi 45 giri della band, due classici del R&B, I Wish You Would e Good Morning Little Schoolgirl, non hanno però ottenuto il successo desiderato e hanno venduto male. In quel periodo poi, Keith Relf ha avuto alcuni problemi a causa delle ricorrenti crisi di asma. In agosto, al Jazz Blues Festival di Richmond, il cantante è stato sostituito da Mike O’Neill degli Authentics. La svolta nella carriera è arrivata qualche mese più tardi, quando gli Yardbirds hanno partecipato al Beatles Christmas Show, uno speciale televisivo di Lennon e soci, che li ha fatti conoscere al pubblico britannico. A quel punto, grazie anche al nuovo compositore Graham Gouldman, sono balzati in vetta alle classifiche con il nuovo singolo “For Your Love”.A dire il vero il 45 giri ha avuto una genesi piuttosto contrastata. Eric Clapton era contrario alla sua incisione, in quanto troppo lontano dagli standard del blues, ma Samwell-Smith è riuscito a imporlo, registrandolo anche con un arrangiamento abbastanza leggero e vicino al beat, con l’utilizzo dell’organo Hammond del talentuoso Brian Auger.
 The Yardbirds raggiungono il terzo posto della classifica inglese dei 45 giri ma Clapton non apprezza la svolta sonora intrapresa e decide di lasciare il gruppo.
Per la seconda volta il ruolo di chitarra solista resta vacante, finché non si aggiunge al resto della band un nuovo membro – un tale di nome Jeff Beck. The Yardbirds restano sì legati alle radici blues rock degli esordi ma iniziano ad esplorare i territori della psichedelia e dell’hard rock, dando maggiore spazio alla chitarra – che diviene protagonista in un trionfo di assoli, abbandonando di fatto i classici ritornelli da classifica.
Disotrsioni, sperimentazioni, fuzz tone e virtuosismi: si comincia a plasmare un suono nuovo che getterà le basi per il garage rock (e più tardi il punk) ed il rock psichedelico (e più tardi il progressive rock).
“Having a Rave Up with The Yardbirds“, più comunemente “Having a Rave Up“, è un’antologia uscita nel novembre del ’65 per il solo mercato d’oltre oceano e che racchiude i singoli di quel periodo: ai pezzi del repertorio della band (con materiale ancora a cura di Clapton) si affiancano le nuove registrazioni ad opera di Beck.
In questo lavoro, considerato a tutti gli effetti il terzo dei The Yardbirds, gli spunti originali  e innovativi sono sotto gli occhi (e le orecchie) di tutti.
In ‘Still I’m Sad‘ viene introdotto un canto dalle caratteristiche gregoriane mentre ‘Heart Full Of Soul‘ nella sua versione originale può essere considerato il primo brano raga rock della storia. È la voglia di sperimentare del gruppo o la mania di protagonistmo di Beck a sviluppare e rendere unico il suono dei The Yardbirds e a ridefinire, di fatto, la struttura delle canzoni? Difficile rispondere.
È tuttavia innegabile che gli assoli di Beck abbiano affascinato ed influenzato l’idea di suono e di struttura dei brani, che in seguito verrà ripresa e approfondita da un giovane turnista che si unirà ai The Yardbirds nel 1966, andando a rimpiazzare Paul Samwell-Smith – un tale di nome Jimmy Page.
Quel che avverrà poco dopo, con il cambio totale di line up, i The New Yardbirds e la conseguente nascita dei Led Zeppelin è solo l’inizio di un’altra epocale storia…

sabato 14 gennaio 2017

Vellutata di ceci al latte di cocco


Ascoltando i Beatles nel loro periodo “mistico” mi è venuta voglia di provare questa zuppa orientale.In India i legumi sono conosciuti con il nome “Dal“. Di Dal ce ne sono di diversi tipi, come da noi ci sono varie tipologie di cece (nero, giallo), di lenticchia (nera, verde, rossa), di fagiolo (bianco, rosso, con l’occhio ecc.). Si classificano in base al colore, alla grandezza, alla forma e alla lavorazione (decorticati o meno). Questa minestra è a base del mio legume preferito, il cece. Per la ricetta si usa il “Chana Dal”, che altro non sono che ceci decorticati, ovvero senza la loro pellicina. Non c’è bisogno della confezione di “Chana Dal”, basta avere dei ceci decorticati oppure per farla in manuera più rapida vanno benissimo i ceci lessati in scatola

Ingredienti
  • 250 gr. di ceci già lessati
  • 1 carota
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 piccola cipolla
  • 250 gr. di latte di cocco
  • 500 ml. di brodo di verdura
  • 1 cucchiaino da tè di zenzero fresco grattugiato
  • 1 cucchiaino da tè di curcuma
  • 1 cucchiaino da tè di cumino in polvere
  • ½ peperoncino verde privato dei semi e tagliato a rondelle
  • 1 cucchiaino da caffè di succo di lime
  • Due foglie di cavolo nero
  • Una carota viola
  • Sale

Sbucciate la cipolla e l’aglio e tritateli finemente. Pelate la carota e tagliatela a pezzettini. Scaldate un cucchiaio abbondante d’olio in una pentola con fondo antiaderente, aggiungete la cipolla e l’aglio e rosolate fino a che iniziano a diventare trasparenti, allora aggiungete i ceci, la carota, la curcuma, il cumino, il peperoncino  e il brodo. Cuocete per 20 minuti a fiamma moderata. Togliete la pentola dal fuoco, aggiungete il latte di cocco e lo zenzero e frullate il tutto con un frullatore ad immersione, non rendete, però, troppo fine il composto, qualche cece si deve rimanere intero per dare corpo alla zuppa. Aggiustate di sale e di pepe, insaporite con il succo di lime e servite la zuppa ben calda. Tagliate a striscioline il cavolo e  grattugiate la carota viola a julien.  Mettete sul fuoco una padella antiaderente e fatela scaldare poi tostate leggermente il cavolo e le carote e poi mettetele su ogni piatto di zuppa..

Song: "Dear Prudence" The Beatles

Ieri mi è arrivato "The Beatles" (White album) e ascoltando questa meraviglia assoluta mi è venuta voglia di scrivere qualcosa su “Dear Prudence”, la seconda canzone della prima facciata di uno dei due dischi del disco e fu la seconda canzone registrata con Paul alla batteria  in assenza di Ringo Starr che dopo un diverbio tra i due a proposito di un passaggio di batteria, abbandonò i Beatles per una pausa di riflessione in Sardegna con la famiglia..(tornerà dopo un mese accolto in studio da uno striscione con la scritta “Welcome back”!)
Questa canzone nacque in India ed è connessa a un episodio accaduto s Rishikesh. Protagonista è Prudence Farrow, sorella della celebre Mia, che si trovava all’ashram del Marharishi. Prudence era fermamente decisa ad approfondire il più possibile la meditazione, a sperimentarla abbastanza per poterla successivamente insegnare ma esagera e resta per settimane chiusa nella sua stanza, come in trance. Paul, John , George e Pattie Boyd facevano a turno per andare a trovarla e parlarle ma in vano. Stava per impazzire e alla fine John e George riuscirono a tirarla fuori e George le disse che avevano scritto una canzone su di lei..
"Dear Prudence, won't you come out to play
Dear Prudence, greet the brand new day
The sun is up, the sky is blue
It's beautiful and so are you
Dear Prudence won't you come out and play"
Prudence ne fu estremamente lusingata ma la ascoltò finché non uscì nell’album..



domenica 1 gennaio 2017

Biscotti vegan al burro d'arachidi



Buon anno! La prima ricetta del 2017 sono dei biscotti..lo so, abbiamo mangiato tantissimi dolci durante le feste ma avevo del burro d'arachidi in frigo e ho provato a fare questi per la colazione di domani!

Ingredienti
  • 150 grammi di farina
  • 1 cucchiaino di baking soda (bicarbonato di sodio) 
  • un pizzico di sale
  • 100 gr di brown sugar (zucchero di canna scuro)
  • 100 grammi di margarina vegetale ammorbidita
  • ½ cucchiaino di estratto di vaniglia 
  • 100 grammi di burro di arachidi cremoso


Versare in una ciotola la margarina e il burro di arachidi. Mescolare fino a formare una crema soffice. Incorporare lo zucchero, la farina, il cucchiaino di bicarbonato, il pizzico di sale e la vaniglia. Impastare il tutto
 Una volta ottenuta la frolla, formare delle palline.
Posizionare le palline di pasta su della carta da forno e schiacciare con le mani, in modo da formare dei dischi.
Con la forchetta fare delle striature sui dischi.
Infornare in forno già caldo a 200° per circa 6/7 min.
Sfornare i biscotti e farli raffreddare.

Song: "Forever Changes" Love



“Forever Changes", dei californiani Love, è uno dei più grandi album della storia della musica, uno dei simboli dell’intera stagione psichedelica, uno dei più fulgidi e drammatici esempi di intimità sonora. L’anno è il 1967, lo stesso del  debutto dei The Doors che uscirono per la stessa etichetta (Elektra Records, fino ad allora specializzata in musica folk). I Love erano già al terzo lavoro, ed il precedente Da Capo, con le sue influenze jazz e acide, aveva messo in mostra una grande creatività free form. Invece di proseguire sul quella strada, che verrà dominata da un certo Hendrix, il gruppo cambia direzione allontanandosi dalla strumentazione elettrica e dalla foga rockettara. In quest’opera, le chitarre elettriche non sono presenti in più che tre pezzi, e così anche le tastiere sono quasi del tutto accantonate a favore di una composta ma fondamentale sezione di archi e fiati. Per capire il perché di una scelta così controcorrente rispetto alle tendenze dell’epoca (vedi Jefferson Airplane, Cream, Big Brother & The Holding Co.), bisogna immergersi nell’atmosfera di tali giorni, tra il giugno e l’agosto del 1967 negli studi della Elektra: la band è pressata dai buoni riscontri dei due precedenti album, i membri sono divisi da incomprensioni personali anche a causa dell’uso sfrenato di droghe. Al centro di questo, Arthur Lee, il leader di questo ensemble, è sempre più perso nel suo disagio, e vagheggia su vita e morte, su music-business ed isolamento (dalla canzone “The Red Telephone”: “sitting on the hillside/watching all the people die/I’ll feel much better in the other side”). Dopo delle quasi inconcludenti sessioni di giugno, la band si prende un mese per pensare, comporre, schiarirsi le idee. Tornano in studio ad agosto, e nasce il capolavoro. La prima canzone, “Alone Again Or”composta e cantata dall’altro cardine Bryan McLean, è già un capolavoro dentro il capolavoro: chitarre acustiche e archi, un assolo di tromba dai ricordi latino-americani; la voce di McLean, curiosamente ma volutamente, fu mixata da Lee non in perfetta armonia con gli arrangiamenti e le seconde voci, creando un effetto quasi dissonante e “storto”. La già citata “The House Is Not A Motel” è il pezzo più duro e acido dell’opera, oltre che il più evidentemente drammatico (“the water’s turned to blood”). Altre composizioni imprescindibili “Old Man”, “The Red Telephone” e la conclusiva “You Set The Scene”, mentre merita una menzione a parte la splendidamente arrangiata (e dal titolo chilometrico) “Maybe The People Would Be The Times Or Between Clark And Hilldale”: una canzone incredibile in quanto ad intensità e misura. Arthur Lee pensava era convinto di morire (effetti collaterali dell’LSD?), e questo doveva essere il suo personale requiem. Morirà di cancro molti anni più tardi, dopo una vita di tossicodipendenza e grane legali, ma il suo operato rimane lì, sublimato in "Forever Changes", intoccabile in ogni suo solco. Al pari del debutto Doorsiano, di Surrealistic Pillow dei Jefferson Airplane, questa non è solo storia, è di più.