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domenica 18 marzo 2018

Strudel salato.


Solitamente quando si dice "strudel" il
pensiero va al dolce di origine ungherese con le mele, la frutta secca e la marmellata, ma questa volta vorrei proporvi una variante salata di questo piatto, preparata rigorosamente con quello che ho trovato dentro al mio frigorifero ieri sera!

Ingredienti:

  • 1 disco di pasta sfoglia
  • 1 peperone giallo
  • 1 cipolla di tropea
  • 1 zucchina
  • 2 fette di prosciutto cotto
  • 1 peperone rosso
  • 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 50 gr di funghi champignon
  • 100 g di stracchino
  • Pinoli q.b.


Lavate la zucchina , il peperone , i funghi e tagliarli a dadini piuttosto piccoli. Affettate la cipolla e fatela rosolare nell’olio, poi unite le verdure.
Cuocete a fuoco basso con il coperchio per 15 minuti girando ogni tanto. Lasciate intiepidire e aggiungete il pangrattato,i pinoli e lo stracchino.
Srotolate la pasta sfoglia e versare il ripieno al centro e stenderlo delicatamente con il dorso di un cucchiaio. Adagiare le due fette di prosciutto sopra al ripeno. Avvolgete la pasta su se stessa, formando un rotolo. Sigillate bene le estremità, adagiate il rotolo cosi ottenuto con la stessa carta forno su una teglia e praticate delle piccole incisioni sulla sfoglia.
Infornate a 200°C per 30 minuti, in forno preriscaldato.
Lasciate intiepidire e servite tagliato a fette.



Song: "I Only Want To Be With You" Dusty Springfield


Oggi vi vorrei parlare di un’artista con cui ho l’onore di condividere il giorno di nascita, Dusty Springfield. L'afosa intimità e straziante urgenza della sua voce  hanno superato l'immagine e la moda, abbracciando tutto, dal pop lussureggiante orchestrato al ruvido R & B alla disco con raffinatezza ed eleganza rendendola una delle cantanti pop-rock più ascoltate della Gran Bretagna negli anni '60. Lei e suo fratello Tom presero confidenza con i successi radiofonici da bambini e poco più che adolescenti formarono un trio folk, gli Springfields, con Tim Field. Il gruppo era un equivalente inglese di Peter, Paul e Mary e ha ottenuto successi nel Regno Unito nel 1962-63 con "Island of Dreams" e "Say I Will not Be There", e ha raggiunto l'American Top 20 nel 1962 con "Silver Threads" e “ Golden Needles”.  Qualche anno dopo il trio si sciolse e Dusty ha continuato da sola la scalata al successo. Verso la fine del 1963 ebbe una hit nella Top 10 britannica con "I Only Want You Be Be You You", canzone in stile Motown che andò al numero 12 negli Stati Uniti all'inizio del 1964 e alla fine dello stesso anno divenne disco d’oro. Grandi compositori la corteggiano e la bella Dusty si trova a cantare “The Look Of Love”,  "I Just Do not Know What to Do With Myself" e "Wishin 'and Hopin"  firmate da Burth Bacharach e brani scritti da Aznavour, Carol King E Randy Newman. Nel 1965 condurrà uno special televisivo in cui ha l'opportunità di dar voce in Gran Bretagna alle star emergenti del rhythm and blues. Lo show, intitolato “The Sound Of Motown” ospita personaggi del calibro di Stevie Wonder, Marvin Gaye, The Miracles, The Supremes e The Temptations ed è l'occasione per il lancio del suo secondo LP, intitolato “Ev'rything's Coming Up” .Nel 1966 fa una cover della canzone di Pino Donaggio " Io che non vivo” che diventa “You don’t have to say you love me”, registrando la voce nella tromba delle scale perchè secondo lei suonava meglio. La canzone è stata  numero uno nel Regno Unito e il numero 4 negli Stati Uniti. Ha continuato a fare tournée e ha fatto apparizioni in TV con Tom Jones, Engelbert Humperdinck e in The Ed Sullivan Show. Nel 1969, con i produttori Jerry Wexler, Arif Mardin e Tom Dowd, incide “Dusty in Memphis” con  il primo singolo di successo internazionale "Son of a Preacher Man” (la canzone era stata scritta in origine per Aretha Franklin che però non l’ha voluta cantare, pentendosene successivamente!). Nel 1970 è tornata al pop con Brand New Me , che conteneva "Land of Make Believe", "Silly Silly Fool". In Inghilterra la sua popolarità diminuì, anche se "How Can I Be Sure", una cover dei Rascals, è stata una hit della Top 40 del 1970 nel Regno Unito. A quel punto aveva totalizzato 17 hit singoli nel Regno Unito e 10 negli Stati Uniti. Alla fine degli anni ’70 Dusty era arrivata al capolinea, neanche quarantenne, fiaccata dall’alcolismo, dalle insicurezze (lo stile di occhi truccati col mascara e i capelli cotonati la rese ammirata e molto imitata, ma lei continuava a vedersi bruttissima), torturata dal disturbo ossessivo-compulsivo di cui soffriva fin da ragazza, costretta dai sensi di colpa a tenere celata la sua omossessualità. Dusty  sarà lontana dalle scene fino alla fine degli anni 80, in cui torna alla ribalta grazie ai Pet Shop Boys, che la vogliono come partner nel brano “What Have I Done to Deserve This?”. Il brano, corredato di videoclip, irrompe al numero 2 delle classifiche sia statunitensi che britanniche. È stata anche protagonista della colonna sonora della serie televisiva “Scandal”, con "Nothing Has Been Proved", e nel 1990 “Reputation” è stato un album dei Top 20 del Regno Unito. Nel 1995 le fu diagnosticato un cancro al seno. Dopo una lunga battaglia con la malattia, morì nella sua casa inglese nel 1999, poco prima della sua introduzione nella Rock and Roll Hall of Fame .

domenica 11 marzo 2018

Il mio 8 Marzo



Non credo di aver mai festeggiato la festa delle donne in tutta la mia vita ma quest anno sono stata invitata a celebrare questo avvenimento in un modo bellissimo: raccontando la storia di alcune donne per me molto importanti, che sono state tra  i pilastri del genere musicale che preferisco, il Soul. L’ho fatto in due posti: nel primo pomeriggio sono stata invitata a Contatto Radio Popolare Network, nella trasmissione “Delay” dove io e Fabio Fabbiani abbiamo virtualmente “pranzato” assieme, con un mio menù elaborato per l’occasione e accompagnato da una selezione di brani tutti al femminile. È stata una piacevolissima chiacchierata in cui si è parlato di vita da blogger, di "Cibo e Vino a 33 Giri" su Radiorogna,  con Federico Faggioni e del magnifico lavoro dei ragazzi del Lavoratorio Artistico..ma anche di cinema, di cibo e soprattutto di ottima musica, gustandoci una fetta di apple pie con gelato alla vaniglia..quella non era virtuale ma verissima!


                                                           Il Menù di Delay:
  • Aperitivo          

Martini Cocktail
 “You Only Live Twice” Nancy Sinatra

  • Antipasto

Tartare di avocado con gamberi crudi, pomodoro, cipollotti e glassa di aceto balsamico
“Tell Mama” Etta James

  • Primo

Orecchiette con pescespada, nocciole, pomodori secchi e cipolle di tropea
“River Deep, Mountain High” Ike & Tina Turner

  • Secondo

Cartoccio di salmone all’arancia con cavoletti di Bruxelles, cipolla e scaglie di mandorle
“Upside Down” Diana Ross

  • Dolce

Apple Pie con gelato alla vaniglia
“Son Of A Preacher Man” Dusty Springfield

  • Caffè, Grappa Barricata, Whskey

“Feelin’ Good” Nina Simone

…è stato un pomeriggio molto divertente e il tempo in compagnia di Fabio è volato!
Se ve la siete persa potete riascoltare la replica dell'intervista oggi alle 15.35 su www.contattoradio.it




A cena sono stata invitata dai ragazzi de “Il Poggio” a La Spezia dove per tre ore ho avuto il piacere di intrattenere un pubblico di persone meravigliose con i miei vinili e i miei racconti, tutti al femminile. Accompagnando il susseguirsi delle portate del buonissimo menù di Elena con i miei dischi, ho raccontato storie sulla vita di Brenda Halloway, Diana Ross & The Supremes,Tina Turner, Aretha Franklin, Etta James, Nina Simone,Dusty Springfield ,Amy Winehouse. Ho scelto di parlare di donne che hanno messo anima e corpo nella loro musica, vivendo vite complesse e talvolta molto dolorose. Ho parlato di amore, gioia, passione, dolore, peccato e nel farlo credo di aver trasmesso tutta la mia devozione per questo tipo di musica, che alimenta il mio lavoro da blogger e che ripaga la stanchezza delle mie notti insonni trascorse a scrivere..il momento che più mi ha emozionata è stato a fine serata, quando  tutte insieme ci siamo ritrovate a cantare “You Make Me Feel Like A Natural Woman” con il 45 di Aretha in sottofondo..le nostre anime si sono unite in un abbraccio che ha scaldato il mio cuore. Questa è la vera potenza del Soul!





domenica 4 marzo 2018

Orecchiette al ragu di tonno.





Questa ricetta è nata per un pranzo con un'amica speciale con cui ho trascorso ore piene di chiacchiere e musica..una di quelle giornate che vorresti non finissero mai!

Ingredienti:

  • 500 gr di orecchiette
  • 2 fette di tonno fresco.
  • 10 pomodori secchi
  • un cucchiaio di capperi
  • 1 scalogno
  • 3 cucchiai di granella di nocciole
  • olio extravergine d'oliva

Mettere a bollire una pentola piena d'acqua salata. Immergere i pomodori secchi in una ciotola piena d'acqua per 15 minuti, poi strizzarli e tagliarli a striscioline. Sciacquare i capperi e tagliarli a pezzi. Tagliare le due fette di tonno riducendole a cubetti. Affettare lo scalogno e scaldarlo in una padella con olio extravergine d'oliva. Aggiungere i pomodori , i capperi e i cubetti di tonno e cuocere per 10 minuti a fuoco basso, aggiungendo un mestolo d'acqua calda per sfumare. Non occorre aggiungere il sale visto la sapidità naturale degli ingredienti. Quando l'acqua bolle cuocere le orecchiette per 5 minuti, poi scolarle e ripassarle in padella con il ragù. Togliere dal fuoco e aggiungere i tre cucchiai di granella di nocciole, mescolando bene.

Song: "She's Leaving Home" The Beatles




Un giorno mentre stavo pranzando con una mia carissima amica e stavamo ascoltando “Sergent Peppers’s Lonely Heart Club Band” , al momento di “She’s Leaving Home” le ho raccontato di quanto mi piacesse quella canzone, della poesia degli arrangiamenti e della perfezione della vocalità di Paul Mc Cartney..ad un certo punto mi ha fermata e mi ha detto : “Tu devi scrivere di questa canzone, hai una luce speciale negli occhi mentre me ne stai parlando!”. E quindi ve la racconto..Quando Paul Mc Cartney  ha iniziato a scrivere "She's Leaving Home", non sapeva di aver incontrato la protagonista , Melanie Coe.  Un’articolo nell'edizione del 27 febbraio 1967 del Daily Mail  aveva semplicemente catturato l'attenzione del Beatle.  Raccontava di una ragazza di 17 anni di nome Melanie che era scappata di casa, lasciandosi alle spalle uno stile di vita tranquillo e un paio di genitori confusi.  "Non riesco a immaginare perché dovrebbe scappare", suo padre  detto nell'articolo  .  "Ha tutto qui ... persino la sua pelliccia."  McCartney ha visto il racconto come una parabola per il divario generazionale degli anni '60 - il rifiuto di una ragazza di una rispettabile vita di conforto  in favore del fatto di scappare e divertirsi un po 'con il rock' n 'roll.  "Il divertimento è l'unica cosa che il denaro non può comprare"  John Lennon  intona verso la fine di "She's Leaving Home." Anche se McCartney (e Lennon, che ha aiutato un po 'la scrittura della canzone) ha inventato molti dei dettagli della storia, che si basava semplicemente sulla notizia, non aveva idea di come bene aveva catturato la vita della ragazza.  Anni prima, Melanie era diventato una fanatica del rock,  apparendo nel programma di musica pop  Ready , Steady, Go!  nell'autunno del 1963. Partecipò a un concorso con altre tre ragazze adolescenti che implicava di mimare con la sincronizzazione delle labbra e la danza una canzone di Brenda Lee.  Il giudice del concorso era nientemeno che Paul McCartney e Melanie vinse il primo premio.   La ragazza benestante tralasciò i suoi studi animando le serate della scena  rock  del Soho's Bag O'Nails club Poi, all'inizio del 1967, decise che ne aveva abbastanza dei suoi genitori prepotenti e progettò di scappare da casa, lasciando la sua auto e la maggior parte dei suoi beni.  "Avevo 17 anni e sono scappata lasciando un biglietto, proprio come nella canzone", ha dichiarato la Coe  nel 2008. "Sono andata da un medico e mi ha detto che ero incinta, ma non lo sapevo prima di partire da casa, così sono scappata con il mio ragazzo, che era un croupier, anche se era stato "nel settore automobilistico" come dice la canzone.  Penso che mio padre abbia chiamato i giornali , la mia foto era in prima pagina.  Ha pensato che mi avessero rapita, perché dovevo andarmene?  Mi hanno dato tutto , cappotti, macchine.  Ma non amore.  I miei genitori mi hanno trovato dopo tre settimane e ho avuto un aborto ".  McCartney sapeva poco di tutto questo  quando scrisse "She's Leaving Home". Mentre McCartney ha romanzato la sua versione del teenager in fuga, Lennon ha contribuito alla prospettiva dei genitori.  McCartney ha accreditato a Lennon l'aggiunta del "coro greco" della vecchia generazione chiedendosi dove tutto fosse andato storto.  Lennon ha attinto alla sua esperienza personale, in particolare essendo cresciuto da sua zia Mimì, per catturare l'umore dei genitori. "Paul aveva il tema di base per questa canzone, ma tutte quelle frasi come '  Abbiamo sacrificato  la maggior parte della nostra vita ... Le abbiamo dato tutto ciò che il denaro poteva comprare  "quelle erano le cose che mi diceva Mimi",disse  Lennon   .  "Era facile da scrivere."
McCartney voleva  far registrare "She's Leaving Home" al più presto. Pensava che un ensemble di archi avrebbe portato il tono giusto alla canzone.  Ha chiamato il produttore  George Martin  per invitarlo il giorno successivo a scrivere il sostegno orchestrale.  Ma Martin, che ha prodotto altri artisti, aveva già prenotato una sessione con Cilla Black.  McCartney si è infastidito del fatto che Martin non avrebbe fatto di tutto per lavorare sulla sua ultima idea.  Rifiutando di aspettare che il produttore diventasse disponibile, contattò un altro uomo che avrebbe potuto fare il lavoro: Mike Leander, che era disponibile a incontrarsi con McCartney in breve tempo.  Ascoltò le idee del Beatle e partì per creare gli accordi per arpa, violini, viole, violoncelli e contrabbasso.  La fretta di McCartney sconvolse Martin, che era stato l'unico a organizzare la musica sulle registrazioni dei Beatles.  Sebbene sia stato ferito dalla volontà di McCartney di lavorare con qualcun altro in un momento, Martin ha accettato di produrre ancora la sessione e dirigere i musicisti per i Beatles.  Ha apportato alcune piccole modifiche, ma a malincuore ha ammesso che Leander aveva fatto un buon lavoro . Paul Mc Cartney teneva talmente tanto alla buona riuscita di questa registrazione che si fece odiare da buona parte degli orchestrali e da Lennon, che si dichiarò esausto delle interminabili sessioni di registrazione. La stupenda ballata, che non presenta strumentazione di nessun Beatles e voce solo di Lennon e McCartney, diventerà la traccia Sei in “ Sgt.  Pepper's Lonely Hearts Club Band”  , pubblicato il 1 giugno 1967. E Melanie scoprì solo da adulta che parlava di lei: "Paul anni dopo era in programma a parlare di come avesse visto un articolo di giornale e di esserne stato ispirato,  mia madre ha messo tutto insieme e mi ha chiamato per dire, 'Quella canzone parla di te!'. Non riesco ad ascoltare la canzone.  È troppo triste per me.  I miei genitori sono morti molto tempo fa e non siamo mai riusciti a risolvere i nostri conflitti. "
..she’s leaving home, bye bye..




domenica 25 febbraio 2018

Apple pie.



Ieri sono stata invitata per una bellissima intervista a "Contatto Radio Popolare Network" da Fabio Fabbiani e siccome non mi presento mai a mani vuote agli appuntamenti importanti, gli ho portato questa apple pie, accompagnata da del gelato alla vainglia. In studio erano presenti gli altri dj della radio Maurizio Castagna, Alessandro Hicks Mazzanti e Mattia Corsi..è finita che abbiamo fatto merenda tutti insieme!

Ingredienti:


  • 300 g di farina 00
  • 150 g di burro morbido
  •  60 g di zucchero a velo
  •  50 ml di acqua
  •  1 pizzico di sale


Per il ripieno:


  •  3 mele
  • succo di 1 limone
  • 60 g di zucchero di canna
  • 1 cucchiaio di cannella
  • 1 pizzico di sale
  •  1 cucchiaio di amido di mais
  • qualche fiocchetto di burro

Pelate, pulite e tagliate a cubetti le mele, conditele poi con il succo di limone, lo zucchero, la cannella, il sale e l'amido di mais. Mescolate bene. Fate sciogliere il burro in una padella e cuocete le mele che avete preparato, fino a che non risulteranno morbide.. Accendere il forno a 170°. In una ciotola impastate la farina con il burro morbido, aggiungete lo zucchero a velo e un pizzico di sale.
 Versate l’acqua e amalgamatela velocemente formando un panetto che riporrete in frigorifero per mezz’ora.
Stendete poi la frolla e formate due dischi sottili. Con un disco foderate una tortiera con bordo basso (3-4 cm), da 25 cm di diametro, e riempitela con il ripieno di mele, aggiungete qualche fiocchetto di burro sulla superficie.
Coprite con il secondo disco di frolla, unite i due dischi pizzicando la pasta ai bordi e ripiegandola su se stessa. Incidete con 4 tagli la superficie della torta.  Cuocete in forno a 170° per  35 minuti.

Song: "My Babe" Ike and Tina Turner


Le più belle gambe del pianeta, la donna più impegnata nello show biz che ha cantato, sudato e sfrecciato fino alla fama come cantante solista della Ike e Tina Revue, Tina Turner è stata la prima donna nel rock and roll che non cantava solo usando la voce ma usava tutto il suo corpo per interpretare le canzoni. Mentre molti altri artisti cantavano  i loro brani stando fermi o oscillando un po ', Tina era tutta energia cinetica e sessualità incandescente. Era uno stile basato sulle performance che aveva visto nella chiesa pentecostale da bambina a Nutbush, Tennesse. Dopo che la madre se ne andò, quando Anna Mae Bullock (il suo vero nome) aveva 10 anni ,fu cresciuta dai cugini e da una sorella a Saint Louis. A sedici anni, all'inizio del '56 incontra Ike Turner di 8 anni più vecchio, il leader di una band chiamata "The Kings Of Rhythm" al Club Manhattan,  un night club di Saint Louis che Tina frequentava. La storia racconta che Tina lo tormentò per lasciarla cantare, e quando rifiutò, saltò sul palco una notte durante l'intervallo, afferrò il microfono e lo lasciò senza parole. Ike la assunse rapidamente per cantare nel coro, e le cambiò il nome in Tina, più esotico,  e al volgere del decennio fu l'innegabile protagonista della dinamica band “Ike e Tina Turner Revue”. Nel '60 il loro crudo e terroso "A Fool In Love" ha sfondato il numero 2 delle classifiche R & B. Seguono altri successi  negli anni '60: "I'm Blue", "Poor Fool", "I Can not Belivee What You Say", "It's Gonna Work Out Fine", "I Idolize You" e il capolavoro di Phil Spector " River Deep, Mountain High " registrato senza Ike. Il canto di Tina, tuttavia, è stato sicuramente apprezzato maggiormente dal vivo, dove ha messo sempre tutto il suo corpo nelle sue esibizioni. "Io non canto solo la mia canzone, le recito", ha detto. Nel '69 il gruppo apre per i Rolling Stones nel loro favoloso tour degli Stati Uniti del '69. Mick Jagger ha detto di lei “è l’unica ad avere la mia stessa aggressività sul palco”. Il '70 inizia con più hit di Ike e Tina turner: "Come Togeter" "I Want To Take You Higher", "Proud Mary" e l’autobiografica " Nutbush City Limits" . Ma è la vita privata di Tina ad essere un viaggio all’inferno: subito dopo il matrimonio con Ike sono iniziati gli abusi fisici ed emotivi:  la bruciava con le sigarette accese, la picchiava in maniera talmente violenta da arrivare a romperle più volte il naso e le costole. Nel 1968 Tina arriva a tentare il suicidio e nel 1970 iniziò a girare armata per paura della violenza inaudita di Ike, alimentata ulteriormente dall’abuso di droga. Grazie allo studio del Buddismo, nel 1976 trova la forza per lasciare Ike : aveva quasi quarant’anni ma ricomincia daccapo la sua seconda vita. Si converte al rock, suona nei bar e nei locali di periferia e dopo una dura gavetta tardiva arriva il nuovo successo, da single, nella vita e sul palco. La canzone del riscatto è Private Dancer, poi trionfa con What’s love got to do with it e i suoi concerti vanno esauriti: entrerà nel Guinness dei primati per essere la cantante solista ad aver venduto più biglietti al mondo. Ora Tina ha 78 anni, vive in Svizzera ,si è sposata da poco dopo aver vissuto quasi vent'anni col compagno Erwin Back , non canta più ma continua ad avere delle gambe bellissime.



domenica 18 febbraio 2018

Gnocchetti alle pere e gorgonzola.


Questa domenica vi propongo un primo abbinando due ingredienti che amo molto, il gorgonzola e le pere, arricchendo il tutto con l'aggiunta del radicchio e delle noci. ho usato questa salsa morbida e voluttuosa per condire degli gnocchetti di patate..quello che ci voleva per scaldare il cuore e la pancia in questa fredda giornata di Febbraio!

Ingredienti:
  • 500 g di gnocchetti di patate
  • 180 g di gorgonzola dolce
  •  2 pere abate
  •  30 g di noci
  • un cespo di radicchio trevigiano
  • 1 scalogno
  • Un pizzico di noce moscata
  •  3 o 4 cucchiai di latte
  • 30 g di burro
  • Parmigiano grattugiato q.b

Portare una grande pentola di acqua salata ad ebollizione.
Sbucciare ed affettare le pere in fette e poi ogni fettina a metà. Tagliare lo scalogno a fettine sottili e il radicchio a striscioline.
Sciogliere il burro in una padella a fuoco medio. Una volta caldo, aggiungere la pera e lo scalogno e cuocere a fuoco basso per 4 minuti. Aggiungere il radicchio tagliato a striscioline e il gorgonzola, con i cucchiai di latte per sciogliere più velocemente il formaggio. Se occorre aggiungere un mestolo di acqua in ebollizione per rendere la crema più morbida. Cuocere gli gnocchi in acqua bollente per 2 minuti. Sono cotti quando salgono a galla in superficie. Con una schiumaiola trasferirli in padella e condire insieme alla crema di gorgonzola e pere. Sbriciolare le noci sugli gnocchetti caldi e amalgamare il tutto. servire con una spolverata di parmigiano grattugiato.

Song: "Get Back" The Beatles


“Let it be”  è lo sforzo di quattro uomini adulti con storie condivise e futuri divergenti che cercano di spremere il sangue dalle pietre. L'album contiene alcuni momenti di brillantezza  tra  jam e un trio di performance meravigliosamente stravaganti registrate nel gennaio 1969, ma è sopratutto figlio di Paul McCartney. Aveva preso le redini del gruppo dalla morte del manager Brian Epstein nel 1967, e con  relazioni sempre più tese, la più grande band di tutti i tempi ha iniziato a frantumarsi. Paul sembrava il meno disponibile ad accettare questa realtà. In qualche modo, è riuscito a convincere John Lennon, George Harrison e Ringo Starr che il modo migliore per andare avanti era assumere una troupe cinematografica e girare un film sugli sforzi della band per provare una serie di esibizioni dal vivo che avrebbe aiutato a spazzare via i dissapori e rendere tutto “faboulous” ancora una volta. Ma non sempre le cose vanno come le immaginiamo: Harrison è stato il primo a scattare, e ha lasciato il gruppo per circa una settimana durante le sessioni di registrazione. Accettò di tornare, ma solo se si fossero trasferiti dal palcoscenico di Twickenham, dove lavoravano, allo studio nel seminterrato della loro Apple Corps a Londra. Fu lì che il gruppo si accovacciò per il resto del mese, un intero mese di litigi in cui la band è stata in grado di registrare materiale sufficiente per mixare un album per uno spettacolo televisivo o un lungometraggio, culminando nell'ormai famosa esibizione dal vivo sul tetto dell'edificio Apple, l'ultima volta che hanno suonato insieme in pubblico. Ma i tentativi di mixare l'album hanno dato risultati insoddisfacenti e i nastri sono stati accantonati. Phil Spector si occuperà del mixaggio finale (presentando diverse tracce con sovraincisioni orchestrali) dopo che il gruppo ha respinto  le versioni messe insieme dall'ingegnere Glyn Johns. I suoi contributi sono stati a lungo oggetto di dibattito e controversie, ma è stato in grado di produrre un disco che la maggior parte della band riteneva valesse la pena di pubblicare. Dei quattro, John è il meno coinvolto nel progetto e ha solo due canzoni da solista per contribuire al lavoro:  "I Dig a Pony",  in modalità canora alla Bob Dylan, in cui snocciola frasi sensa senso su un soulful blues-rock ancorato dalla sua chitarra ritmata e il gioiello "Across the Universe" scritta da Lennon nel 1968,  dopo aver litigato con sua moglie Cynthia. " Let It Be", come la maggior parte degli album dell'ultimo periodo, era opera di Paul. Scrisse e cantò la maggior parte del materiale, con John Lennon che si ritirava in modo creativo dal procedimento. I contributi di McCartney consistevano nei tre successi dell'album, "The Long and Winding Road", "Get Back" e la title track “Let it Be”più altre trace meno incisive come "Two of Us" un  duetto alla Everly Brothers, e "I've Got a Feeling" nata unendo una delle sue canzoni con una di Lennon (ironia della sorte, la canzone di Paul celebrava il suo amore verso Linda mentre la parte di John era riferito al periodo difficile dopo il divorzio da Cynthia). George Harrison propose per "Let it Be" alcune canzoni qualitativamente più valide di altre poi incluse nell'album (All Things Must Pass, Let It Down, Isn't It A Pity, tutte racchiuse successivamente nel suo album da solista All Things Must Pass) ma la tiepida accoglienza degli altri Beatles lo indussero a fare un passo indietro e a firmare due tracce più "semplici": “For Your Blue” , un blues di struttura classica ma scorrevole e distesa,  dove rende omaggio a Elmore James,chitarrista slide del Missouri che rivoluzionò lo stile blues nel corso degli anni '50, e “I, Me, Mine” che  racchiude uno dei capisaldi della filosofia indiana con la quale Harrison acquisiva sempre maggiore familiarità, l’idea che l’individualismo impedisca di raggiungere la coscenza cosmica in cui non esiste più “ego”.
Se per tutti  Abbey Road  è la più netta conclusione dei Beatles - finisce anche con "The End"-,   Let It Be"  ci ricorda che nessuno è infallibile, non puoi forzare l'ispirazione, e niente dura per sempre.


domenica 11 febbraio 2018

Crema di mascarpone ai mirtilli.



Ecco un dolce al cucchiaio veramente semplice che soddisferà la voglia di qualcosa di buono in pochi minuti. E' nato una notte, mentre stavo lavorando al pc per scrivere le puntate per "Cibo e Vino a 33 Giri" e mi è venuta fame: ho aperto il frigo e ho unito gli ingredienti che più mi ispiravano..e l'energia creativa è andata alle stelle!

Ingredienti:
  • 250 gr di mascarpone
  • 2 cucchiai di marmellata di mirtilli
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 4 biscotti Digestive
  • 10 mirtilli freschi
In una terrina montate il mascarpone con la marmellata, formando una crema morbida. Sbriciolate i biscotti. In una coppetta alternate un cucchiaio di crema al mascarpone, un cucchiaino di biscotto sbriciolato e qualche pinolo. Guarnite l'ultimo strato di crema con i mirtilli freschi.

Song: "You're Gonna Miss Me"  The 13 Floor Elevators 




Qualche giorno fa sono entrata nel mio negozio di dischi di fiducia e cercando tra i vinili è apparso l’occhio di “The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators”. Il mio cuore ha avuto un sussulto: avevo già questo disco in cd ma averlo in vinile ha reso la mia giornata molto più interessante! Più di ogni altro gruppo, incluse le celebri band di San Francisco che  seguirono durante la favolosa Summer of Love, i 13 th Floor Elevators sposarono con orgoglio le virtù del passaggio dall' "altra parte” attraverso l'utilizzo di droghe psichedeliche e con la loro musica, intendevano fornire la colonna sonora per questo viaggio. Roger Kynard Erickson , il membro più giovane del gruppo è stato cacciato dalla Travis High School di Austin nel suo ultimo anno perchè si era fatto crescere i  capelli come i Rolling Stones. Aveva già scritto "You're Gonna Miss Me", un successo minore per gli  Spades, quando nel 1965 fu avvicinato per far parte in una sorta di supergruppo texano. Il chitarrista Stacy Sutherland, il bassista Benny Thurman e il batterista John Ike Walton erano cresciuti suonando a Port Arthur; la loro amica e vicina, Janis Joplin, ha cantato per poco tempo come voce di supporto per gli Elevators prima di partire per conto suo. I musicisti sono stati presentati ad Erickson da Tommy Hall,  un sedicente poeta beat che citava gli scritti di Timothy Leary e Aldous Huxley e suonava la "brocca elettrica" ​​in un'altra band chiamata Conqueroo. Il nome stesso della nuova band ha dichiarato il desiderio di essere diversi: il 13 ° piano non esiste in molti grattacieli per motivi di superstizione. Al gruppo piaceva anche sottolineare che "m" è la tredicesima lettera dell'alfabeto, fosse la prima lettera in "marijuana".
Mentre Hall ha dato alla band uno sfondo filosofico, Erickson ha fornito il suo focus musicale. Dotato di una famiglia di talento - sua madre era una cantante lirica dilettante, e il suo fratello più giovane Sumner è un suonatore di tuba sinfonica di livello mondiale - Roky ha emulato le grida soul di Little Richard e James Brown. Ma durante i momenti più teneri degli Elevators, come la bellissima ballata "Splash 1 (Now I'm Home)", l'emozione lamentosa della sua voce porta alla mente un altro grande cantante texano, Buddy Holly. Gli Elevators si sono guadagnati una reputazione grazie a potenti spettacoli dal vivo e un singolo indipendente con una nuova versione di "You're Gonna Miss Me". Era una dichiarazione contro un amante errante tra suppliche piene di dolore e minacce psicotiche che Erickson ululava al pubblico. "Ti sveglierai una mattina mentre il sole saluta l'alba / Ti guarderai intorno e scoprirai che me ne sono andato / Non ti rendi conto / Mi mancherai, piccola!". Questa esplosione viene trasmessa su un battito propulsivo e sulla churning di Sutherland e dalla  chitarra di Duane Eddy. E attraverso tutto scorre il groviglio acuto della brocca elettrica di Hall. La brocca era stata una base delle combo folk e bluegrass dei primi anni '60, ma Hall la amplificava tenendo un microfono vicino all'apertura. Ha affermato di trarre ispirazione musicale dal free jazz di John Coltrane, ma più di ogni altra cosa, i suoi rumori casuali prefigurano i caotici sintetizzatori di gruppi successivi dell'arte-rock come Roxy Music e Pere Ubu. Nonostante sia stato registrato rapidamente su tre tracce, "The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators" è un risultato impressionante. Come diceva Erickson, "La musica ti fa vedere le cose se vuoi," e i suoni e le strutture delle canzoni evocano visceralmente gli argomenti lirici a portata di mano. La selvaggia "Roller Coaster" è come una corsa fuori dai parchi di divertimenti. Il coro di "Reverberation (Doubt)" riecheggia come se rimbalzasse sulle pareti di un'oscura caverna; "Splash 1" crea onde sonore come le increspature su uno stagno, e "Fire Engine" è spinto dalla chitarra e dalla brocca che si fondono per evocare sirene urgenti e lamentose. Non sorprendentemente, la band attirò l'attenzione delle forze dell'ordine:  "Era un po 'come essere nella banda di Jesse James", ha detto il bassista Danny Galindo, che è entrato nel gruppo nel 1967. "Avevamo i poliziotti dopo di noi ovunque andassimo." Poco dopo aver registrato il secondo album, "Easter Everywhere", Erickson è stato arrestato per possesso di marijuana. In tribunale, i suoi avvocati chiamarono uno psichiatra che disse che il cantante aveva fatto 300 viaggi LSD che avevano "incasinato" la sua mente, ma la strategia fallì: fu assolto per pazzia ma confinato in un ospedale psichiatrico statale, drogato con torazina, e sottoposto a terapia d'urto.
Anche se "The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators" non è mai stato collegato a un pubblico di massa, sicuramente ha ispirato moltissimi gruppi, dai Jefferson Airplane ai Grateful Dead; i Rolling Stones hanno riscritto "Monkey Island" come "Monkey Man" e Pink Floyd ha sollevato il tema principale di "More" da "Roller Coaster".
Più tardi, durante l'esplosione punk, Lenny Kaye ha incluso "You're Gonna Miss" come la traccia centrale della sua compilation di garage-rock "Nuggets" e i Television hanno suonato la cover di "Fire Engine".

All'alba del rock alternativo, la Warner Bros. ha rilasciato un omaggio  a Erickson dal titolo "Where the Pyramid Meets the Eye". Con contributi di artisti come REM, Butthole Surfers e Jesus and Mary Chain, il suo roster stellare è un ampio tributo al potere duraturo di una voce indimenticabile e uno dei più grandi album dell'era psichedelica.

domenica 4 febbraio 2018

Salmone al cartoccio con arancia e mandorle.




E' un pò di tempo che non posto una ricetta di pesce e questa domenica mi è venuta voglia di proporvene una molto sana e gustosa. Ho cotto questi due tranci di salmone al cartoccio e ho aggiunto cavoletti di Bruxelles, cipolla di Tropea, scaglie di mandorle e succo d'arancia. Questo tipo di cottura permette di mantenere intatte le proprietà nutritive degli ingredienti e conferisce al piatto un' aroma buonissimo!


Ingredienti:

  • 2 tranci di salmone
  • 6 cavoletti di Bruxelles
  • 1 cipolla di tropea grande
  • 1 spicchio d'aglio
  • il succo di un'arancia
  • 3 cucchiai  di mandorle in scaglie
  • sale
  • olio evo
              Accendete il forno a 180°. Preparate il cartoccio stendendo la carta forno sulla lacca. Lavate e tagliate i cavoletti in 4 parti , la cipolla in fette sottili e distribuiteli sulla carta, adagiatevi sopra i tranci di salmone. Salate il tutto e irrorate con il succo d'arancia e e con un filo d'olio. Cospargete di mandorle. Chiudete il cartoccio e infornate per 20 minuti.

              Song: "Land: Horses / Land of a Thousand Dances / La Mer" Patty Smith


              Patti Smith è stata uno dei personaggi più affascinanti della "new wave ". Nata da una famiglia proletaria a Chicago,nel '67 si trasferisce a New York,dove trova più o meno,lo stesso ambiente e le stesse problematiche dei sobborghi di Chicago,ma tutto ampliato,amplificato.A sedici anni ha un figlio che darà però in adozione,lavora saltuariamente come commessa,operaia,ha i primi approcci con la musica come recensore per il settore giovani con la rivista Creem,coltiva la sua grande passione per le poesie e tra il '71 e il '73,pubblica tre raccolte: Seventh,Kodak e Witt.Musicalmente è cresciuta ascoltando gli Stones,Hendrix,Iggy e gli Stooges,Dylan,attraverso l'amore per Morrison ed i Doors,si è appassionata al surrealismo. Comincia a maturare dentro se,l'idea di unire le sue grandi passioni,il rock e le poesie,l'idea di musicare i testi che scrive.Sua guida spirituale,che la aiuterà producendo il suo esordio discografico,”Horses”, è l'ex Velvet John Cale. Un album di debutto col botto, a partire dalla copertina di Robert Mapplethorpe, suonato con la leggenda dell'epoca del CBGB Tom Verlaine alla chitarra. Nello studio di registrazione Cale ha fatto la cosa migliore che poteva fare come produttore: ha catturato l'essenza grezza delle esibizioni dal vivo di Smith in quel momento - la combinazione grezza di poesia, canto sciamanico e brivido del rock 'n' roll. Horses è un disco che parte dai simbolismi,la Smith identifica l'umanità con i cavalli e l'album,è un continuo alternarsi di ambientazioni e di atmosfere,di liriche recitate a mezza bocca,strascicate,per esplodere poi,in emissioni vocali potenti,gutturali,strozzate.I temi riguardano la vita di tutti i giorni,fatti di vita vissuta alternati ad atmosfere allucinate,realtà e irrealtà immerse in atmosfere anfetaminiche.Nella famigerata Gloria dei Them,cantata/recitata in modo stralunato e cupo,vi è inserita una poesia di Patti,che tratta il tema delle credenze cristiane e sottotitolata In excelsis Deo,Redondo Beach,ha come tema il suicidio di una ragazza,raccontato su un ritmo reggae,Birdland è basato su un racconto fantascientifico di Reich,viene improvvisata in studio,è la voce di Patti a farla da padrone,lo strumento pricipale,come del resto,in quasi tutto l'album.La band che accompagna la Smith è formata, oltre che da Verlaine, da Lenny Kaye alla chitarra,Richard Sohl al piano e tastiere,Iva Kral al basso,Jay Dee Daugherty alla batteria,John Cale al basso,Allan Lanier(dei Blue Oyster Cult) alla chitarra.La band si impone di suonare leggermente in secondo piano,un sottofondo creato appositamente per mettere in risalto la voce di Patti e le sue liriche.In Horses,ci sono ballate new-wave come Kimberly con in particalare evidenza le tastiere,in Break it up è la straziata chitarra di Verlaine a porsi all'attenzione,dal disco emergono dal passato gli echi dei Velvet,il brano Land,diviso in tre parti,con il crescendo isterico della parte intitolata Horses che rimanda all'interpretazione di Horses latitudes dei Doors,una seconda parte più improntata al rock,remake della hit dei '60 Land of a thousand dances,mentre la parte conclusiva,intitolata La mer(de) è cantata/recitata dalla Smith in modo quasi sussurrato,il brano è ispirato al tema della droga(la mer(de)) e ai suoi effetti,tratta di un certo Johnny che viene brutalmente ucciso e che non si sa come,successivamente vive svariate avventure,il finale è anticipato per creare nella storia il senso di scombussolamento e la perdita cognitiva del tempo.Nell'ultimo brano,Elegie,si ha appunto un clima melodico improntato alla solennità,con l'apporto di Lanier che con i toni della sua chitarra,rende del tutto particolari le melodie austere del brano. Horses è stato fonte di ispirazione per molti artisti, uno fra tanti Michael Stipe, che racconta di aver scoperto l’album a quindici anni, comprato per lo scatto di Robert Mapplethorpe sulla copertina  e che una volta finito sul piatto del giradischi lo scosse profondamente :”.. fu come se mi strappassero gli arti e me li riattaccassero in una posizione diversa”. Potere della musica