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domenica 7 aprile 2019

Zucchine ripiene, pomodorini confit e Sam Cooke.




Quando preparo un piatto cerco sempre che una volta pronto siano coinvolti tutti i sensi di chi lo assaggia: deve essere buono, ovviamente, ma anche bello, profumato , gradevole al palato per consistenza e all’appagamento dell’udito ci pensa il vinile che metto nel giradischi durante il pasto!  Al supermercato ho trovato delle zucchine tonde e ho deciso di preparale ripene, con riso e fontina, per realizzare un piatto unico servito su un letto di pomodori confit, accompagnato da una delle voci che hanno reso grande il soul, Sam Cooke..

Ingredienti:


  •  4 zucchine tonde
  • 100 gr di riso carnaroli
  • Mezza cipolla
  • 50 gr di fontina
  • 150 ml di brodo vegetale
  • Mezzo bicchiere di vino bianco
  • Olio extravergine d’oliva
  • Pecorino grattugiato
  • 10 pomodorini
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 cucchiaio di timo essicato
  • Origano secco q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.

Lavate le zucchine tonde ed intagliate la parte superiore, che vi servirà per chiudere la zucchina ripiena. Dopodiché incidete con un coltello la parte interna della zucchina, togliete via la polpa con un cucchiaino, e tenetela da parte. Dovrete ottenere delle zucchine vuote all'interno ma senza arrivare a bucare la buccia. Fate bollire le zucchine in acqua salata  per 10 minuti, il tempo necessario a farle ammorbidire un po'. Scolatele zucchine e mettetele a testa in giù su di un canovaccio per eliminare l'acqua in eccesso e fatele freddare prima di riempirle. Preparate i pomodorini confit:  iniziate lavando i pomodorini sotto acqua corrente. Asciugateli con un canovaccio e metteteli su un tagliere, quindi dividete tutti i pomodorini a metà. Disponete i pomodorini tagliati su una teglia ricoperta di carta forno . Salate e pepate a piacere .Preparate un trito di aglio e timo e versatelo su ogni pomodorino e aggiungete anche lo zucchero. Distribuite l’origano secco  e infine versate un filo d’olio su ogni pomodorino . Infornate il tutto a in forno statico preriscaldato a 140° per circa 2 ore, fino a quando l’acqua di vegetazione dei pomodorini non sarà evaporata e questi non risulteranno leggermente abbrustoliti. Ora preparate il risotto: fate soffriggere la cipolla tritata con un filo d'olio insieme alla polpa della zucchina fatta a pezzetti. Aggiungete il riso e sfumate con 1/2 bicchiere di vino. Salate e pepate e fate tostare il riso , poi aggiungete il brodo fino a ricoprirlo. Aggiungete un mestolo ogni volta che il risotto si asciuga ed ultimate la cottura quando sarà al dente. Disponete le zucchine in una teglia ricoperta di carta forno, riempitele con un pezzo di fontina e con il risotto. Spolverate su ogni zucchina il pecorino ed irroratele con un filo d'olio . Infornate a 180°in forno statico per 15 minuti. Servitele coperte dalla calotta su un letto di pomodorini confit.

Song: "Bring It On Home To Me" Sam Cooke


Molti artisti hanno reso grande la musica in america, ma c'è un artista che emerge quando esamina chi ha contribuito a colmare il divario tra musica soul e gospel: sto parlando di Sam Cooke. Una miscela di spiritualità e sensualità, raffinatezza, soulfulness con sex  appeal da vendere . Era un bel ragazzo con una voce che catturava la tua attenzione, non importava cosa stesse cantando. Si affacciò per la prima volta nella scena musicale a 15 anni come cantante principale del  gruppo gospel Highway QC’s. A 19 anni si unì ai Soul Stirrers  , ma il bisogno di essere ascoltato al di fuori dell’ambiente religioso iniziò a nutrirsi di lui. Il gruppo è uscito alla in grande con singoli come "Jesus Gave me Water", Nearer to Thee "e" Touch the Hem of the Garment ".Cooke ha registrato la sua prima canzone pop "Lovable" sotto lo pseudonimo di Dale Cook, così da non mettersi in cattiva luce all'interno della comunità gospel. Al culmine del successo di The Soul Stirrer, Sam si allontanò dalla musica gospel. Una delle sue prime registrazioni laiche, "You Send Me" è salita in cima alle classifiche nel 1957. Ha continuato a registrare canzoni come "Everybody Loves to Cha Cha Cha", "(I Love You) For Sentimental Reasons" e "Wonderful World" per Keen Records. Nel 1960, Cooke firmò con la RCA dove realizzò successi come "Chain Gang" "Cupid" "Another Saturday Night" e "Twistin 'the Night Away". Cooke è stato in grado di portare lo spirito della chiesa alla musica popolare, segnando un'era di un nuovo suono. Sam aveva una voce che poteva affrontare ogni tipo di canzone, dalle ballate, alle melodie di danza scanzonate, a ritmo di rithm’& blues. Dal 1960 al 1965, Cooke rimase un pilastro delle classifiche americane. Sam Cooke era più che un artista e un cantautore. Era un uomo d'affari afroamericano di successo che operava all'interno dei confini dell'industria musicale tradizionale. Ha scritto e prodotto dischi per altri cantanti, fondato la sua casa editrice, Kags Music, nonché una società di gestione, e in seguito ha lanciato l'etichetta discografica SAR. Ha anche contribuito a lanciare la carriera di artisti come il suo fratello LC Cooke, Billy Preston, Bobby Womack, Johnnie Taylor e Lou Rawls aiutandoli a passare dalla musica gospel a quella laica. Sam era anche un attivista. Il rifiuto di Sam di cantare in concerti segregati ha portato a quello che molti hanno descritto come uno dei primi veri sforzi nella disobbedienza civile e ha contribuito a inaugurare il nuovo movimento per i diritti civili .Come la stella di Sam sembrava brillare di luce, in un istante, fu oscurata l'11 dicembre 1964. In circostanze misteriose, Cooke fu colpito a morte in un motel di Los Angeles, facendolo tacere per sempre. Il suo ultimo album Ain't That Good News, uscito nel gennaio dello stesso anno, aveva avuto un enorme successo, Sam era all'apice e quella sera al ristorante italiano Martoni's di Cahuenga Boulevard aveva partecipato a una piccola festa in suo onore. Alla festa era assieme ad una affascinante ragazza di ventidue anni di nome Elisa Boyer, che si faceva chiamare Lisa togliendo una "E" al suo nome, dai tratti tipicamente eurasiatici, essendo di madre cinese e padre inglese. Dopo un buon numero di drink Sam lasciò la festa con Elisa e i due si diressero con la Ferrari decapottabile del cantante all'Hacienda Motel, dove presero una stanza alle 2:35 di notte firmando come "Mr e Mrs Cooke". La receptionist che li registrò si chiamava Bertha Lee Franklin e diede loro una camera nella dependance. Poco dopo essersi appartati Elisa corse fuori dalla stanza: in intimo, e stringendo tra le mani degli indumenti, alcuni dei quali erano di Sam. Cercò aiuto presso la portineria della Franklin ma quando bussò nessuno rispose, è fuggì correndo dall'hotel. Lo stesso Sam corse fuori un instante dopo, con indosso solo le scarpe e una giacca. Arrivò alla portineria della Franklin, bussò e siccome nessuno rispondeva neanche a lui tentò di abbattere la porta a spallate. La Franklin gli aprì poco dopo, lui era molto agitato, cercava la ragazza, diceva che l’aveva derubato..la Franklin, spaventata , dopo una collutazione in cui lo colpì con una scopa, gli sparò in mezzo al petto, uccidendolo. La Boyer avrebbe affermato di essere scappata per paura di essere violentata da Cooke, ma da subito sono stati avanzati dubbi sul suo racconto. La ragazza, nonostante raccontasse di lavorare in un albergo era in realtà una prostituta e la conferma di ciò arrivo un solo mese dopo quando fu arrestata per aver concordato una prestazione sessuale a pagamento con un poliziotto sotto copertura. E' strano che una prostituta si rifiutasse di avere rapporti con il cantante, ed è ancora più strano che il portafogli di Cooke contenente patente e carte di credito non fu mai rinvenuto. Viene naturale pensare che la ragazza fosse invece consenziente e che quando Cook si chiuse in bagno decise di scappare con i suoi vestiti sperando così di portare con sé il portafogli e di lasciare il cantante nell'impossibilità di rincorrerla. Come in tutte le morti di persone famose, ci sono anche in questo caso numerose teorie del complotto da parte di chi non crede alla versione accertata dei fatti. La famiglia del cantante ad esempio non ritiene che questi fosse un violento capace di aggredire una donna: né Elisa Boyer né Bertha Franklin. Inoltre sempre secondo la famiglia la Boyer e Cooke si frequentavano da tempo e quindi non si capisce perché Sam avrebbe dovuto tentare di violentarla secondo le modalità raccontate da Elisa. Anche la cantante Etta James non credette alla versione ufficiale sostenendo di aver visto il cadavere di Cooke e che le ferite inferte sono ben superiori a quelle giustificabili dagli spari di una singola persona…la verità è che Sam Cooke non c’è più, ma la sua musica è ancora incredibilmente viva. RCA ha pubblicato postumo "A Change is Gonna Come" sul lato B del singolo "Shake." È una canzone che è considerata uno dei più grandi singoli di tutti i tempi, e una canzone che riporta Cooke al punto di partenza del suo vangelo radici. È stata la risposta di Cooke a "Blowin 'in the Wind" di Bob Dylan. È una canzone che parla di fede e resa dei conti ed è diventata un inno per coloro che lottano e per le ingiustizie nel mondo. La carriera di Sam Cooke è stata la matrice di molti artisti che sono venuti dopo di lui, da artisti come Aretha Franklin, Otis Redding, Al Green, Rod Stewart, R.Kelly e molti altri. A più di 50 anni dopo la sua morte, Sam Cooke rimane una forza da non sottovalutare. Il modo migliore per riassumere la carriera di un uomo che ha spianato la strada a così tanti è molto semplice, e suo fratello lo ha detto nel migliore dei modi:  "Sam era il Re del Soul. Tutti qui erano influenzati da Sam in qualche modo.  Una volta che ascolti la sua voce, non puoi fare a meno di amarlo.” E io sono d’accordo..

domenica 24 marzo 2019

Brunch di primavera.



Mi piace l'irruenza della primavera: arriva quando decide lei e fa esplodere di bellezza la natura. Anche il corpo e l'anima riforniscono e si rigenerano dopo un lungo inverno freddo e piovoso. E in questa stagione credo sia giusto ricominciare a volersi bene, a prendersi cura di noi, incominciando dal cibo. Ieri mattina ero sola a casa e con molta calma mi sono cucinata questo brunch, godendomi ogni momento della preparazione: ho messo sul piatto del giradischi uno dei miei 45 giri preferiti, ho tagliato con cura le verdure, preparato un centrifugato con mela, pera e arancia, pulito l'avocado, cucinato l'uovo e i funghi , lavato le fragole, e mentre canticchiavo mi godevo ogni istante del regalo che mi stavo facendo : un momento dedicato a me stessa.

Song: "My Guitar Gently Weeps" The Beatles



Il 45 giri di cui stavo parlando è "While my guitar gently weeps" , canzone scritta da George Harrison per il White Album e pubblicata come b-side di Ob-La-Di Ob-La-Da in questo formato. Le canzoni scritte da Harrison nella discografia dei Beatles sono una ventina, più o meno un paio di canzoni a disco. L'egemonia dei brani era di Lennon-McCartney e lui ha sempre fatto fatica a far accettare le sue composizioni. Non fa eccezione While My Guitar Gently Weeps . Quando Harrison presentò la canzone gli altri due l'accolsero con poco entusiasmo. C'è anche da dire che le registrazioni di questo disco non furono facile per il clima di tensione che c'era nel gruppo e che ha portato Ringo a piantare tutti e partire per una vacanza in Sardegna con la famiglia, lasciando la batteria a Paul McCartney che la suona in molte canzoni. Erano appena tornati dall'India e lì erano nate molte delle canzoni del disco. George iniziò a scrivere la musica per la canzone a Rishikesh, anche se i testi furono per lo più completati al suo ritorno in Inghilterra.
Nel farlo si è detto ispirato da I Ching, al libro dei cambiamenti .Il concetto orientale è che qualunque cosa accada è tutto ciò che dovrebbe essere, e che non esiste una cosa come la coincidenza - ogni piccolo evento che sta accadendo ha uno scopo. While My Guitar Gently Weeps era un semplice studio basato su quella teoria. Prima di iniziare a scriverla Harrison ha preso un libro a caso, lo ha aperto e ha letto la frase "piange delicatamente", e si è messo a scrivere la canzone. Come detto, Lennon e McCartney non hanno dato alla canzone l'attenzione che George riteneva meritasse. Allora chiamò in aiuto il suo amico Eric Clapton, perché suonasse la chitarra solista. Clapton inizialmente ha rifiutato di partecipare, dicendo: "Nessuno suona mai nei dischi dei Beatles". "E allora?" ha risposto Harrison. "È la mia canzone." Alla fine Clapton ha accettato di suonare e Paul e John cambiarono idea sulla validità del brano. Tra l'altro è questa la prima canzone dell'album che Ringo suonerà al suo rientro nel gruppo, dopo aver ricevuto un telegramma da Harrison in cui gli chiedeva di tornare. George come regalo di benvenuto gli fece trovare la batteria ricoperta di fiori..solo un'anima come la sua avrebbe potuto pensare a un gesto così bello!



domenica 17 marzo 2019

Canederli in brodo.


Era molto tempo che volevo provare a fare i canederli, un piatto tipico del Trentino che utilizza pane raffermo e speck. Solitamente vengono serviti in brodo ma possono essere cotti nel brodo e ripassati in padella con burro e salvia. Io li ho preparati nella loro versione più classica, ascoltando uno dei miei gruppi preferiti..

Ingredienti:


  •  4 uova 
  • 400 gr di pane raffermo
  • 300 ml di latte parzialmente scremato 
  • 260 gr di speck tagliato spesso 
  • 100 gr di farina 00
  •  60 gr si pangrattato
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  •  un pizzico di erba cipollina
  • noce moscata q.b.
  • pepe nero q.b.
  • sale marino q.b.
  • 1 lt di brodo di carne



 Tagliate il pane comune raffermo a dadini e lo lo speck a pezzetti. Sbattete le uova con il latte, 1 pizzico di sale, una grattata di noce moscata e una macinata di pepe, dopo di che amalgamate bene tutti gli ingredienti in una ciotola con la farina setacciata e un pizzico di erba cipollina disidratata. Lasciate riposare l'impasto per circa 20 minuti.
 Con l'impasto formate tanti piccole palline facendo roteare l'impasto tra le mani e passatele nel pangrattato. Cuocetele a fuoco moderato nel brodo in  ebollizione per circa 15 minuti e poi serviteli caldi.
Song: "Many Shades of Black" The Raconteurs


Ho una domanda per voi: c'è una canzone che cantate a squarciagola quando siete soli? La mia è "Many Shades Of Black" dei Raconteurs e la canto soprattutto quando sono in macchina, e magari c'è la coda..incurante delle persone che dalle altre auto mi guardano, non appena sento le prime note della canzone io divento Brendan Benson e parto..e poi, al momento dell'assolo divento Jack White e mi esibisco in una performance di air guitar degna di applausi. Perchè a me i Racounteurs piacciono tremendamente. Ho già scritto tempo fa di "Brocken Boy Soldier" il loro album d'esordio e ora ho avuto la fortuna di trovare in vinile Consoler Of The Lonley, il secondo lp, in una bancarella vicino casa. Consolers of the Lonely è uno dei dischi più emozionanti sentiti negli  ultimi 10 anni. Partiamo dalla copertrina: è un'immagine abbastanza drammatica, che rende bene il contenuto sonoro di questo doppio album.  La band è sul palco, sembrano pronti a suonare in una fiera di paese, mentre una donna abbastanza inquietante esce da una porta e una bambina resta seduta accanto a loro . Il palcoscenico raffigura tre stendardi con su scritto Tennessee , Michigan e Ohio . Questi segnali si riferiscono al fatto che i membri della band attualmente risiedono in Tennessee, ma Brendan Benson e Jack White sono originari del Michigan, mentre Patrick Keeler e Jack Lawrence sono originari dell'Ohio.Una volta aperto, il palco è vuoto e la grancassa nella parte posteriore dice "Sanitary Workers Band". Ti aspetti che da un momento all'altro appaia il venditore della pozione miracolosa che lenisce tutti i tuoi mali.  E poi quando tiri fuori i vinili ti accorgi che ci sono delle foto nascoste, un regalo inaspettato che rende il tutto ancora più accattivante.
Lo metti sul piatto e subito emergono le differenze con l'album d'esordio: Broken Boy Soldiers,  ha temperato il vigore di White con la dolcezza pop di Brendan Benson .Consolers of the Lonely , al contrario, è  più  vicino a White anche se a mio parere la canzone migliore dell'album è il capolavoro  di Benson, "Many Shades of Black", di cui vi parlavo all'inizio. L'album è un doppio, 14 canzoni in cui la band cambia generi prontamente, spesso nello spazio di una canzone, senza lasciare respiro all'ascoltatore visto che il gruppo ha deciso di non lasciare pause tra un brano e l'altro. Il carrozzone dei Racounteurs in questo disco ti porta a spasso tra sonorità blues, prog, rock, pop con Benson che tiene le redini con la sua voce squisitamente melodica e White che ti fa decollare ogni volta che entra con la sua chitarra , i suoi assoli potrebbero andare avanti all'infinito. Dunque una serie di riff graffianti, psichedelia, qualche ballata, in definitiva una sorta di bignami del rock moderno, nato dalle ceneri del rock anni ‘70.  I Raconteurs sembravano già a loro agio nel loro debutto,Broken Boy Soldiers , e qui la chimica è diventata ancora più forte. È un progetto parallelo che ha più intensità e impegno rispetto alla maggior parte delle band "ufficiali".







domenica 3 marzo 2019

Gnocchi di patate alle verdure con crema di zafferano.


Non amo molto lo zafferano infatti difficilmente lo utilizzo nelle mie ricette ma questa domenica ho provato a mescolarlo con la panna di soia per insaporire il condimento di questi gnocchi di patate con cavoletti di Bruxelles e champignon e ne è nato un abbinamento di sapori molto interessante, che ha meritato un posto tra le ricette di Soulktichen!

Ingredienti:
  • 300g di gnocchi di patate 
  • 150g di cavoletti di Bruxelles
  • 100 di funghi champignon
  • panna liquida di soia
  • 1 bustina di zafferano in polvere
  • Olio extravergine di oliva e sale q.b.


Pulite i funghi con una spazzolina per elimanare i residui di terra e tagliateli a fette, lavate i cavoletti e tagliateli in quattro parti. Sbollentateli in acqua calda per cinque minuti e mettete da parte.In un pentolino sciogliete 100 grammi di panna liquida di soia, aggiungete una bustina di zafferano e amalgamate il composto.  Scaldate l'olio in una padella, aggiungere i cavoletti e lasciar soffriggere, dopo qualche minuto aggiungere i funghi in padella. Aggiungere metà della crema di zafferano e lasciar cuocere a fiamma media.  Nel frattempo cuocere gli gnocchi  fino a quando non vengono a galla . Se il sughetto lo necessita aggiungere un mestolino di acqua di cottura degli gnocchi per addensare. Fate saltare gli gnocchi in padella, unire l'altra metà di crema, mescolate per qualche minuto e servite.

Song: "Lover, You Should've To Came Over" Jeff Buckley


..non è finita
Il mio regno per un bacio sulla sua spalla
Tutte le mie ricchezze per vederla sorridere
Quando le dormivo addosso
Tutto il mio sangue per la dolcezza del suo sorriso
Lei è la lacrima sospesa per sempre nella mia anima..

E’stata la mia amica Elisa a farmi scoprire Jeff Buckley: ci conosciamo fin dall’infanzia, abbiamo condiviso l’amore appassionato per i Doors da 15enni ma crescendo i nostri gusti musicali si sono differenziati..io mi sono data al rock’n’roll mentre lei a suoni più cupi e intimisti. Un giorno di parecchi anni fa mi ha chiesto: “Lo hai mai ascoltato Jeff Buckley?”..io ho subito pensato “Ecco, ora mi propina quella roba inascoltabile di 18 minuti a canzone che ascolta lei”..e invece ha messo su il vinile  di “Grace". E da quel momento, “Grace” è diventato uno degli album a cui sono più affezionata perché  non è solo uno dei più grandi debutti degli anni '90, ma secondo me uno dei più grandi dischi usciti negli ultimi 25 anni. In un momento in cui la scena musicale era dominata dal grunge lui esce con qualcosa di differente, difficile da definire o etichettare.
Grazie una delle voci più affascinanti e uniche della musica e un talento per trovare  melodie incrediblmente toccanti , Buckley permea le sue  canzoni con un'intuizione emotiva che a volte sembra quasi insopportabile. Il suo lavoro di chitarra è allo stesso tempo denso e leggero, pieno della bellezza scintillante di una giornata di sole. La sua voce è angelica e appassionata, il veicolo perfetto per questo tipo di impressionismo rock . È davvero una meraviglia permettere alla sua voce di arrivare nel profondo del tuo stomaco e dolcemente cullare la tua anima. E' naturale chiedersi quanto il suo talento provenga dal suo DNA..d'altronde è il figlio di Tim Buckley..ma in realtà Tim Buckley,  lasciò la moglie nel 1966 pochi mesi prima che il figlio nascesse, per andarsene a New York. Jeff lo incontrò in seguito e saltuariamente (lui ha dichiarato di averlo incontrato solo 9 giorni in tutta la sua vita). Fu il suo patrigno che lo avvicinò alla musica facendogli ascoltare Gli Who, Pink Floyd Jimi Hendrix, Queen,e i Led Zeppelin. Anche  la madre, musicista classica, ebbe un ruolo importante nella sua crescita musicale, introducendolo a Robert Johnson, Nina Simone, Billie Holliday. Se ne andò di casa a 17 anni e  iniziò la sua carriera suonando la chitarra in numerosi gruppi jazz, reggae, e heavy metal. Nel febbraio 1990, si trasferì a New York, dove per la prima volta sperimentò Qawwali, una forma di musica devozionale sufi dell'India e del Pakistan. Ma la svolta arrivò nel 1992 quando firmò un contratto con la Columbia : nell' agosto 1994 esce il primo e unico Lp "Grace", un disco di cui è stato detto "può cambiare l'approccio alla musica a 7 persone su 10".
E proprio in quel periodo una ragazza di nome Merri Cyr scatta la foto che diventerà l’immagine di copertina di “Grace”. Merry lavorava per Paper, una rivista di NY e le venne chiesto di seguire questo cantante ancora sconosciuto in tour. Di lui ha detto “Jeff Buckley non era solo molto bello ma  emanava un fascino e un’empatia così immediati che ritrarlo era fantastico. Fin da subito ho percepito in lui una propensione al gioco e alla sperimentazione che rendeva il servizio fotografico una specie di avventura…”. Nel 2016 da Ono Arte a Bologna , una delle mie gallerie preferite, sono state messe in mostra proprio le foto scattate da Merri Cyr in tanti momenti della vita on the road di Buckley.,,c’erano foto scattate al supermercato, al telefono in albergo, per strada..tutte  immagini che hanno tracciato la sua ascesa verso il successo e documentato la sua  carriera regalandoci una visione intima di una delle  leggende musicali più sorprendenti di tutti i tempi.
In Grace emerge il grande dono di Jeff Buckley: una voce versatile, ricca di sfumature e la capacità di utilizzarla in modi diversi  a seconda del tipo di canzone. Riesce a passare dal rock di Grace, So Real ed Eternal life alla delicatezza di Lover, you should’ve come over  e Last goodbye. Nell’album ci sono alcune cover ma la più famosa di tutte è sicuramente Hallehujia, canzone scritta da un amico di suo padre, Leonard Choen. Ma in realtà Buckley ha deciso di cantare questa canzone dopo aver ascoltato l’interpretazione che ne fece John Cale..e tutte le cover successive saranno della sua meravigliosa interpretazione.  Lilac Wine è un’altra cover presente nell’album, scritta da James Shelton ed interpretata  da Nina Simone ma ancor prima da Eartha Kitt, che Jeff interpreta trascinandoci nel languore della sua voce, e ancora Chorpus Christhi Carroll, una canzone che ha origini antiche , si dice che il testo provenga da un manoscritto trovato nel 1500..sicuramente è stata scelta da Buckley per dar prova della sua incredibile estensione vocale.
 E come non parlare  della canzone più tirata dell’album: Eternal Life in cui la voce di Buckley perde la purezza dei brani precedenti e si sporca per parlare della vita che è troppo breve e troppo complicata per farla rovinare da coloro che pretendono di prenderne il controllo, che giudicano per il colore della pelle, la classe sociale, per la religione..è una canzone che fa emergere la rabbia di un ragazzo poco più che ventenne che si ribella alle ingiustizie, ma che purtroppo morirà due anni dopo averla scritta..
Il 29 maggio del 1997 Jeff Buckley era a bordo di un furgone guidato dal roadie Keith Roti. Stavano andando a registrare delle nuove canzoni   quando passarono davanti a un affluente del Mississipi: Buckley chiese di fermarsi perchè voleva fare un bagno. Si buttò in acqua vestito e con gli stivali canticchiando Whole Lotta Love dei Led Zeppelin. In quel momento passò un battello che, probabilmente, creò un vortice d’acqua e lo risucchiò. Il suo corpo fu ritrovato 6 giorni dopo, impigliato tra i rami di un albero..così ci lasciava un ragazzo di 30 anni e nasceva un mito..e con  Dream Brother si chiude il suo unico, incredibile album. Tra tutte le sue canzoni è forse quella che si avvicina di più stilisticamente alla musica del padre, che nel testo viene rappresentato come una figura quasi ingombrante..in realtà la canzone è dedicata ad un suo amico, e suona come un monito, quello di non lasciarsi morire, perché altrimenti i suoi figli avrebbero dovuto fare i conti con la pesante assenza di un padre, proprio come è accaduto a lui. "Grace" è un album  che ognuno di noi dovrebbe ascoltare ogni tanto per regalarsi un immersione sonora nel bellezza e nella poesia.

domenica 24 febbraio 2019

Here's come the sun..


Questa è stata una settimana molto difficile per la mia famiglia, c'è stato molto dolore e tristezza per la morte di mio suocero..quando se ne va qualcuno che amiamo muore un pezzettino di noi.
 E' stato necessario un momento di silenzio, di chiusura negli affetti più cari..ma la vita continua e il compito di chi "resta" è quello di godersi la bellezza della vita ogni giorno : una passeggiata al sole, giocare con i nostri figli, ricominciare a sorridere.
E prendersi cura di chi si ama.
Questa mattina ho preparato una colazione speciale  per la mia famiglia ascoltando uno dei miei dischi  preferiti, "Abbey Road" che apre il lato B con "Here's Come The Sun" una delle perle scritte da George Harrison .
 Harrison l' ha scritta nel giardino di Eric Clapton, imbracciando una delle sue chitarre acustiche. Brian Epstein era appena morto e la band dovette occuparsi di più della contabilità e degli affari, cosa che Harrison odiava perchè per lui la cosa importante era pensare alla musica. Quindi si rifugiò a casa dell'amico Eric Clapton per trovare un pò di pace . Era Aprile, i due scesero in giardino con le chitarre e iniziarono a improvvisare con le chitarre..George guardò il sole che splendeva e iniziò a cantare "Here's come the sun..and it's all right" . Sta arrivando il sole, e va tutto bene..


Here comes the sun (doo doo doo doo)
Here comes the sun, and I say
It's all right

Little darling, it's been a long cold lonely winter
Little darling, it feels like years since it's been here
Here comes the sun
Here comes the sun, and I say
It's all right

Little darling, the smiles returning to the faces
Little darling, it seems like years since it's been here
Here comes the sun
Here comes the sun, and I say
It's all right

Sun, sun, sun, here it comes
Sun, sun, sun, here it comes
Sun, sun, sun, here it comes
Sun, sun, sun, here it comes
Sun, sun, sun, here it comes

Little darling, I feel that ice is slowly melting
Little darling, it seems like years since it's been clear
Here comes the sun
Here comes the sun, and I say
It's all right

Here comes the sun
Here comes the sun, and I say
It's all right
It's all right


domenica 10 febbraio 2019

Il Mago Del Nulla.




Un libro in cui ogni capitolo si apre con una canzone: come potevo non leggerlo?

1. The Doors - The End
2. Simon and Garfunkel - The Sound of Silence
3. The Beatles - The Magical Mystery Tour
4. Placebo - Rob The Bank
5. Rage Against The Machine - Killing In The Name Of
6. Beck - Sexx Laws
7. The Beatles - I Saw Her Standing There
8. Bruce Springsteen - Easy Money…e le altre le lascio scoprire a voi..

Di Alessandro Casalini avevo già letto “Fedeli Al Vinile” e mi era piaciuto talmente tanto che ho accettato con entusiasmo di organizzare assieme al mio amico  Gian Paolo Ragnoli la presentazione del libro da Purple, il paradiso vinilico spezzino. Due settimane fa ho incontrato Gian Paolo per un caffè e mi ha proposto un altro incontro con il simpaticissimo Alessandro, questa volta per una chiacchierata su un altro romanzo, “Il Mago Del Nulla”. Mi ha prestato il libro e l’ho portato a casa. Sabato mattina, mentre tutti dormivano ancora, ho iniziato a leggerlo e in due ore l’ho terminato: non riuscivo a staccare lo sguardo dalle pagine. Il libro inizia in modo quasi incomprensibile e per molte pagine non si riesce realmente a capire cosa stia succedendo ma piano piano Casalini ti fa entrare nel mondo si Wiz e delle sue voci e ti ritrovi seduto su una Ferrari in partenza per un viaggio che da Cesenatico ti porterà a Capo Nord e ti farà incontrare personaggi bizzari e situazioni surreali in cui Wiz, plurimiliardario, grazie all’invenzione di un social network, WizConnect, che supera il confine tra reale e virtuale, si troverà suo malgrado. E il tutto in dialogo continuo con le voci che Wiz ha nella testa , ispirate alla schizofrenia di Brian Wilson dei Beach Boys (che grazie a queste voci ha scritto un capolavoro chiamato Pet Sound).  Alessandro Casalini ti porta dentro alla vita di Wiz, per arrivare alla verità e  lasciare un messaggio forte sui pericoli dell’ossessione maniacale che oggi si ha per i social network, e a fin dove può portare l’attaccamento al denaro.
Ieri sera ci siamo incontrati in un posto magico, la libreria LIBeRI TUTTI di Gaia Fabbri, un luogo di una bellezza preziosa, in cui le pubblicazioni vengono scelte con attenzione e si respira tutto l’amore di Gaia per il suo lavoro. E’ stata una bella chiacchierata  di quasi un’ora  con Alessandro che come sempre ha saputo catturare il pubblico con la sua freschezza e simpatia. Spero di poter leggere presto il nuovo romanzo di Casalini ma intanto vi consiglio di leggere “Il Mago Del Nulla” e di seguire Wiz nel suo lungo viaggio verso la verità..




domenica 3 febbraio 2019

Patate ripiene con funghi, radicchio e scamorza.



E’ arrivato Febbraio e fa ancora molto freddo..qui serve un secondo che scaldi la pancia e il cuore e io ho preparato delle patate ripiene di funghi, radicchio trevigiano e scamorza, una ricetta semplice e molto gustosa!

Ingredienti

  • 6 patate
  • 200 g di scamorza
  • 400 g di funghi
  • Mezzo cespo di radicchio trevigiano
  • q.b di olio extravergine d’oliva
  • 1 spicchio di aglio
  • q.b di sale
  • q.b di pepe
  • q.b di emmental grattugiato


Le patate andranno lavate accuratamente sotto acqua fredda corrente così da eliminare tutti i residui di terra sulla  superficie e poi andranno lessate in abbondante acqua salata per 40 minuti. Per avere un risultato omogeneo scegliete delle patate che abbiano tutte più o meno la stessa dimensione così da avere una cottura uguale per tutte le patate. Una volta cotte le vostre patate andranno lasciate da parte ad intiepidirsi per una decina di minuti e poi tagliate in superficie e scavate con un cucchiaino o con uno scavino così da creare una conca al centro. Fate attenzione a non scavare troppo sia in profondità che ai lati la vostre patate altrimenti gli fareste perdere robustezza e questa potrebbe rompersi durante la farcitura. A questo punto i funghi andranno privati delle parti terrose e delle radici, lavati accuratamente e poi ridotti in fettine. Lavare il radicchio e tagliarlo a striscioline. Prendete una padella antiaderente ben capiente, aggiungete uno spicchio d’aglio e dell’olio extravergine d’oliva e fate andare per qualche minuto. Quando l’aglio inizierà a dorarsi potete aggiungere i funghi champignon e il radicchio, aggiustare di sale e pepe e fare andare la cottura per una decina di minuti fino a quando i funghi saranno cotti e il radicchio ammorbidito. Tagliate la scamorza a cubetti.. All’interno di una ciotola aggiungete i funghi champignon, la polpa di patate prelevata e ridotta in piccoli tocchetti, i cubetti di scamorza  ed amalgamate per bene il tutto, aggiungendo se lo desiderate anche del prezzemolo finemente tritato. Riprendete le vostre barchette, aggiungete all’interno della conca realizzata prima il condimento così da creare una cupola e continuate in questo modo fino a quando avrete realizzato tutte le vostre patate ripiene. A questo punto le barchette di patate ai funghi andranno messe in forno preriscaldato a 180°C per all’incirca 20 minuti dopo essere state abbondantemente spolverizzate con abbondante emmental grattugiato. Una volta terminata la cottura le patate andranno servite ben calde così da risultare ben filanti ad appetitose.

Song: "No Reply" The Beatles




Finalmente torno a parlare dei miei amati Beatles: "Beatles For Sale" è stato il secondo album da loro pubblicato  nel 1964 e, dopo 3 album di  rock and roll dominato da canzoni d'amore, qui si ha un improvviso cambiamento..Il titolo "Beatles For Sale" è di per sé un’allusione neanche tanto velata alla loro  sovraesposizione e commercializzazione. Accanto a questo, la copertina mostra tutti i Beatles che guardano, per la prima volta senza sorriso,  la macchina fotografica, incappottati  in una fredda giornata autunnale. Lennon e McCartney scrivono solo 8 canzoni in questo album, mentre le restanti sei sono cover, il che sembra un passo indietro rispetto ad "A Hard Day's Night”, l’album in cui per la prima volta c’erano solo canzoni scritte da loro e nessuna cover. “ No Reply” apre l'album, in diretto contrasto con il rock n roll che aveva riempito questo posto in precedenza, ed è la prima storia completa scritta da Lennon in una canzone, mostrando una descrizione coinvolgente della narrativa degli album precedenti. " I'm a Loser" enfatizza ulteriormente l'espressione di vulnerabilità di Lennon e la sua ricerca di una scrittura lirica più sostanziale. Canta "Sono un perdente e non sono quello che sembra" esprimendo le sue insicurezze nonostante la fama e la popolarità. In seguito lo avrebbe chiamato il suo periodo Dylan in cui diceva "una parte di me sospetta che io sia un perdente e una parte di me pensa che io sia Dio Onnipotente”.  Lennon qui scopre la sua anima in modi non ascoltati prima. Il pessimismo è continuato con " Baby's in Black ", che si ipotizza essere su Astrid Kirchherr, la ragazza fidanzata con l'ex bassista del gruppo Stuart Sutcliffe, morto di un'emorragia cerebrale nel 1962, che parla del lutto di un amore perduto con molti riferimenti funebri ed è un punto fermo dell'album. Lennon / McCartney l'hanno scritta insieme e volevano un suono blues più maturo. Le armonie sono meravigliose e scorre splendidamente. Anche i testi tristi hanno avuto un effetto comico quando sono stati cantati dal vivo mentre le orde di ragazze urlavano il loro amore per i Beatles come supporto per questa canzone all'Hollywood Bowl. “I Don’t Want to Spoil the Party”  è un risveglio ad alta velocità in cui Lennon piange l'assenza di una ragazza che non partecipa a una festa, mentre lui vorrebbe  dichiararle il suo amore. Lennon canta con una fragilità nella sua voce raramente ascoltata e aggiunge al tema dell'amore non corrisposto che attraversa la maggior parte dell'album. Mentre adoro le canzoni originali dell'album, le cover stonano in questo album, soprattutto dato il tono più pacato dei pezzi Lennon/McCartney. Questa è la prima volta che è davvero notevole la differenza tra la qualità delle canzoni di Lennon / McCartney e quelle di altri artisti. Le cover sono praticamente tutte tiepide ma salvate da un'incredibile voce che mette in risalto come i Beatles stavano migliorando e diversificando il loro canto con ogni nuovo album. Ad esempio " Rock n Roll Music " ha una grande voce di Lennon ma non si avvicina all'originale di Chuck Berry e sembra proprio messa qui per riempire la quota di rock n roll necessaria. La cover di Little Richard “Kansas City/ Hey-Hey-Hey-Hey!” non mi piace proprio e quindi tralscio per passare a John Lennon che canta " Mr. Moonlight " di Roy Lee Johnson è spesso considerata una delle peggiori canzoni che i Beatles che abbiano mai registrato. Tuttavia a me piace tantissimo, soprattutto quando John canta freneticamente, “And the night you don’t come my way, I pray and pray more each day” è difficile non amare ogni singola parola. Nonostante l'enorme influenza di Buddy Holly sui Beatles, McCartney ha anche detto che li ha ispirati a scrivere le loro canzoni, " Words of Love " è l'unica cover di Holly che hanno pubblicato ed è una partenza divertente per ascoltare i Beatles affrontare una canzone vecchia scuola. George e Ringo cantano due  cover di Carl Perkins, per Harrison “Everybody’s trying to be my baby” che è l'esatto opposto del suo stile timido e introverso dei dischi precedenti, mentre arrogantemente e umoristicamente dichiara  “Went out last night, didn’t stay late, ‘fore I got home, I had nineteen dates." Anche se è una cover, è probabilmente una buona rappresentazione di come fosse la vita dei Beatles in quei giorni. Dopo essere stato assente alle sessioni  vocali in "A Hard Day's Night” a causa di una tonsillite, Ringo canta " Honey Do Not ". Mi piacciono molto le canzoni di Ringo, non sono mai il fiore all'occhiello di un album ma aggiungono sempre qualcosa. C'è qualcosa di divertente e interessante su Ringo, quindi questo ha certamente un fascino ed è la sua canzone migliore fino a questo momento." What You're Doing " è una canzone basata sui dubbi sulla relazione di McCartney con Jane Asher al tempo e ha una bizzarra disposizione lirica che suggerisce la futura sperimentazione  che tenterebbero in seguito. La canzone preferita di George Martin nell'album è " I'll Follow the Sun " di McCartney ed è adorabile. Scritta sorprendentemente presto quando Paul era ancora a scuola, suona come una versione meno matura di "Here Comes the Sun". ' Every Little Things She Does '  è una delle migliori canzoni d'amore dei Beatles, che ogni fan vorrebbe ballare al suo matrimonio..La canzone più famosa dell'album è chiaramente " Eight Days a Week ", il cui nome  viene da una conversazione con un tassista che descrive il suo intenso programma di lavoro a McCartney mentre si dirigevano verso la casa di Lennon. Avrebbero scritto la canzone immediatamente quel giorno dopo l'arrivo di Paul. Le canzoni di Lennon / McCartney su questo album sono fantastiche, sebbene i Beatles fossero esausti dopo un anno follemente impegnato e questo letargo si mostra leggermente nella scrittura. George Martin avrebbe commentato che  questo disco suona come una pausa, un improvviso respiro profondo prima di sprofondare nella folle corsa di materiale originale che produssero da qui in poi. E come al solito, aveva ragione.