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domenica 19 maggio 2019

Lasagne vegetariane e libri bellissimi.



Siamo a metà maggio e la primavera non è ancora arrivata..quando si è costretti a casa dalla pioggia e non si è appassionati di serie tv, l'unica via d'uscita è ascoltare musica e leggere. In questi ultimi mesi ho ripreso a leggere molto e questa domenica vorrei parlarvi di un libro che mi ha toccato il cuore, e lo faccio mentre in forno stanno cuocendo dele lasagne vegetariane insaporite con il timo raccolto sui monti di San Lorenzo, uno dei luoghi più magici del mio paese.

Ingredienti:
  • 600 gr asparagi
  • 400 gr funghi champignon
  • 1 cipolla grande
  • 15 lasagne fresche
  • 1,3 ml. latte
  •  50 gr. di burro
  •  3 cucchiai di farina
  • Un cucchiaino di timo fresco
  • q.b. sale
  • q.b. pepe
  • 3 cucchiai olio di oliva extravergine
  •  Parmigiano grattugiato q.b.
  • 1 spicchio aglio


In un tegame mettete il burro e un pizzico di sale e quando il burro si scioglierà togliete dal fuoco e aggiungete la farina, mescolando energicamente con una frusta per formare una crema densa. Aggiungete subito il latte , poco alla volta ,mescolando sempre energicamente. Dopo aver incorporato tutto il latte rimettete sul fuoco il tegame e cuocete la besciamella a fuoco lento .Pulite 600 g di asparagi, lessateli e tagliateli a rondelle. Pulite e affettate 400 g di funghi champignon. Pulite e affettate a rondelle la cipolla. Fate imbiondire 1 spicchio di aglio in 3 cucchiai di olio extravergine di oliva. Unitevi i funghi e la cipolla fateli rosolare, quindi aggiungete gli asparagi precedentemente lessati, salate e pepate e aggiungete il timo. Imburrate leggermente una teglia da forno. Distribuitevi uno strato di lasagne, uno di asparagi, uno di funghi, qualche anello di cipolla, 3 cucchiai di besciamella  e una spolverata di parmigiano grattugiato. Continuate la serie di strati fino a esaurire gli ingredienti. Infornate a 200°C per 20 minuti e servite subito.




«Mi arriva una scossa al cervello che mi calma dentro. E non c'entrano soltanto le parole. C'entra come la musica ci porta fuori da noi stessi, lenisce i nostri dolori, scioglie qualcosa nel nostro cuore, ci fa star meglio in modi che non credevamo possibili. [...] La musica è la mia lingua, la colonna sonora che squilla nella mia testa, fatta apposta per soffocar la rabbia di mia madre. È tutto quello che mi dico per sopportare una giornata di spintoni, prese per il culo, insulti. È la mia coperta di Linus, il mio campo di forza, la mia sonora, elettrica, urlante, martellante versione audio della bolla. È il mio Babbo Natale, la mia fatina dei denti, il mio coniglietto di Pasqua. Con la differenza che la musica esiste davvero» (pp. 240-241)
Ogni tanto arriva un libro che ti rende felice mentre lo leggi. Il nuovo romanzo di Michael Zadoorian è quel tipo di libro. Prima di tutto per l’ambientazione:  Detroit è una città che musicalmente mi ha sempre incuriosita, soprattutto grazie alla Motown, una delle mie etichette discografiche preferite,  che qui è nata nel 1959 e ha  prodotto oltre 180 hit n. 1 in tutto il mondo, definendo il suono di un'epoca grazie al genio di Berry Gordy e al talento dei suoi artisti. Sebbene la Motown Records si sia trasferita a Los Angeles nel 1972, la scena musicale di Detroit non fu affatto abbandonata. Verso la fine degli anni '60, la città si affermò come punto di snodo per la scena rock underground, fornendo un terreno battuto per artisti del calibro di MC5 , Iggy e The Stooges e Alice Cooper. Si potrebbe affermare che le radici del punk siano nate proprio qui.. E poi il protagonista: credo che l’ultimo ragazzo a cui mi sia affezionata così tanto durante la lettura di un romanzo sia stato l’Arturo Bandini dei primi romanzi di Fante, e ora è arrivato un altro adolescente a fargli compagnia, Danny Yzemsky che cerca di  equilibrare una vita domestica disfunzionale con l'improvvisa dura realtà del primo anno in un liceo.Beautiful Music, come vi ho anticipato, è ambientato a Detroit nei primi anni '70, mentre la città sta ancora cercando di affrontare disordini razziali. Danny si sta preparando per iniziare il liceo ed è molto nervoso a riguardo. E' un ragazzo introverso, che preferisce costruire modellini di automobili nella sua taverna anziché familiarizzare con i suoi coetanei. Eppure qualcosa arriva a rivoluzionare il suo mondo: è la musica, ascoltata attraverso la radio che diventa  un appuntamento giornaliero e rituale, qualcosa che gli fa dimenticare gli atti di bullismo subiti a scuola, la tristezza che attanaglia sua madre, la faccia preoccupata di suo padre e tutte le sue paure.  È un solitario che si nasconde nella musica per gestire i problemi della sua vita (cosa a me molto familiare).  Ma dopo che una tragedia colpisce la famiglia, la madre di Danny diventa sempre più incostante e arrabbiata per i sismici cambiamenti culturali che si stanno svolgendo nella sua città e nel mondo e trova un buon nascondiglio mescolando alcool e tranquillanti,  Danny trova la sua ragione per continuare: il rock 'n' roll. In particolare, la batteria e le canzoni heavy-guitar di leggende locali come gli MC5 e Iggy Pop. All’epoca non c'era Spotify, nessuna playlist, nessun youtube con le tue canzoni preferite disponibili in ogni momento. Nessun download da Internet. C'è stato un tempo in cui la radio era la regina e gli stati d'animo, i sensi, ruotavano attorno a ciò che decideva di passare il dj. E magari c'erano solo un paio di stazioni decenti. E i dischi erano sempre rari reperti, da ascoltare in gruppo a casa dell’amico fortunato che aveva abbastanza soldi per poterli comprare. Danny trova uno scopo nella sua vita disastrata: diventare un Dj radiofonico per poter fare quello che ama di più, vivere immerso nella musica.
"A scuola vado bene, ma conoscere la musica è la mia forza. So che non ti piacerebbe la musica rock, papà. È molto rumorosa, molto diversa da quella che ascoltavi tu. È tutto un grattare di chitarre, esplosioni di batteria e cantanti che urlano. Sono quel che tu definiresti una manica di casinisti. I musicisti hanno i capelli lunghi e prendono un sacco di droghe, a volte ne muoiono, addirittura. Li odieresti in blocco, ma non m’importa. A me piacciono. Voglio lavorare alla radio e far ascoltare musica rumorosa a tutti. C’è tanto rumore da sovrastare – parole cattive, voci maligne e idee stupide. Sono così stufo di sentirle. Farò quanto è in mio potere per diffondere qualcosa di positivo nell’etere.."
Beautiful Music è un libro che parla di speranza, di passione e di buona musica..cos'altro serve?

domenica 5 maggio 2019

Insalata primaverile ..ma non troppo!


Anche se questa non è proprio una primavera calda a me è venuta voglia di preparare un'insalata fresca e super proteica, che grazie alla varietà dei suoi ingredienti diventa un piatto unico molto gustoso ed energetico.

Ingrdienti:
  • Una mozzarella burrata
  • 6 filetti di acciughe sott'olio
  • 10 fiori di zucca
  • 200 gr di salmone affumicato
  • 2 uova sode
  • 200 gr di legumi misti (ceci, fagioli rossi, fagioli neri.)
  • insalata mista
  • qualche pomodoro ciliegino
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe
  • qualche foglia di timo fresco
Per prima cosa preparate i legumi: io ho usato dei legumi misti surgelati comprati al supermercato, li ho cotti con un pò d'acqua e li ho ripassati in padella con olio e timo. Se preferite e avete tempo usate legumi secchi e metteteli a bagno la sera prima e poi bolliteli con uno spicchio d'aglio. In alternativa potete usare legumi in scatola, l'importante è che li scaldiate in una padella con un pò d'olio e qualche foglia di timo.Lavate i fiori di zucca e ripassateli in padella con i filetti di acciughe. Preparate le uova sode,  lavate l'insalata, e i pomodori. Tagliate il salmone e impiattate, ponendo la burrata nel centro. Aprite leggermente la burrata e riempitela di fiori di zucca e acciughe. Condire con olio e sale..e buon appetito!


Song: "Stupid Cupid" Connie Frances


La prima persona che mi ha parlato di Connie Frances è stata mia madre. Avrò avuto 13 anni e la sentivo spesso canticchiare canzoni americane degli anni 50,che conosceva grazie alle reinterpretazioni in italiano di molti dei cantanti in voga quando era una ragazza...quindi spaziava da Paul Anka a Neil Sedaka, passando per Pat Boone ma la canzone che le sentivo cantare più spesso era “Stupid Cupid” della Frances, e un giorno mi raccontò della violenza che questa famosissima  artista di origini italiane aveva subito nella stanza di un albergo, un episodio che ovviamente aveva turbato molto mia madre e che è rimasto nascosto nella mia memoria fino a qualche giorno fa, in cui per caso mi sono trovata tra le mani questo lp. L’ho messo sul piatto e ho fatto un po' di ricerca sulla vita di Concetta Rosa Maria Franconero, alias Connie Frances, una donna che ha navigato in ogni tunnel oscuro della sua vita con incrollabile tenacia, sempre aiutata dal suo senso dell'umorismo. Connie Frances stata riconosciuta come la cantante femminile più venduta degli anni '60 . Ma il grande lancio avvenne un’anno prima, nel 1959, con” Stupid Cupid” grazie alla quale Connie entrò prepotentemente nelle classifiche USA e salì fino al 14º posto, mentre i primi grandi successi in Italia sono rappresentati dalla sua versione di “Chitarra Romana” scritta originariamente da Aldo di Lazzaro, di due anni più tardi, e sempre nel 1961, di Jealous of You, una versione in inglese de “Il tango della gelosia”. Il successo italiano è durato per quasi tutti gli anni sessanta con brani come “Mamma”, “Dammi la mano e corri”, “Notti di Spagna”, “La Paloma” fino a Regent's Park, che fece da sigla finale a uno sceneggiato sulla Rai. E come era d’uso in quegli anni, molti dei suoi brani vennero importati , tradotti e reinterpretati in lingua italiana come Where the Boys Are (Qualcuno mi aspetta), colonna sonora del suo film “La spiaggia del desiderio” , che ho avuto la fortuna di trovare in 45 giri. Al culmine della sua fama, la Francis appariva spesso in televisione e recitava in molti film per ragazzi, in particolare Where the Boys Are (1960), per il quale ha anche cantato il tema del film. Verso la metà degli anni '60, tuttavia, lei e altri idoli degli adolescenti americani avevano cominciato a crollare sotto l'ombra degli artisti della British Invasion , e la Francis ha messo la sua carriera in pausa per qualche anno. L'8 novembre 1974, dopo un'esibizione al Westbury Music Fair di New York, Connie Francis venne aggredita nel motel dove soggiornava, violentata e soffocata quasi a morte dal peso di un materasso che l'aggressore (mai più rintracciato) le gettò sopra. Il crimine ha causato un crollo nervoso, un matrimonio distrutto e ha interrotto la sua carriera per anni. Nel 1977, a causa di un intervento chirurgico al naso, Connie perse completamente la voce; venne quindi sottoposta ad altri interventi ma anche quando si riappropriò della voce fu costretta a prendere lezioni di canto, cosa che non aveva mai fatto prima di allora. Tornò in studio di registrazione nel 1978 incidendo l'album” Who's Happy Now?” contenente una versione disco di Where the Boys Are. Seguirono altri due album: “Comme ci, comme ça” e” I'm Me Again”, ma al ritrovato successo seguì un'altra tragedia : nel 1981 muore tragicamente il fratello George Franconero jr. a cui era particolarmente legata, assassinato dai sicari della mafia americana. Ritorna a fare concerti ma  deve anche fare i conti con una sindrome bipolare che la costringe al ritiro per altri quattro anni. La sua carriera e in generale la sua vita sono state inoltre condizionate dalla presenza ingombrante di suo padre, che influenzò molte delle sue scelte , sia dal punto di vista artistico che sentimentale: Connie si è sposata quattro volte ma nessuno dei suoi matrimoni è durato a lungo. Il suo vero amore è stato il cantante e attore Bobby Darin, con il quale ha cantato la celebre “You make me feel so young” ed altri successi. Connie ha rivelato di essersi immediatamente innamorata di Bobby ma il padre ha osteggiato la relazione al punto di presentarsi davanti a Darrin con una pistola, minacciandolo. Da quel momento iniziò una lunga corrispondenza epistolare tra i due, numerose lettere in cui parlavano del loro amore osteggiato e quindi amplificato nel loro immaginario. I due si sono incontrati solo due volte dopo l'incidente con il padre di lei, in una delle quali Darrin era in una camera d’albergo in compagnia di due prostitute ma nonostante questo la Francis considera ancora oggi,  il più grande amore della sua vita..probabilmente perchè gli amori mai consumati sono quelli che rimangono per sempre nella nostra memoria.

domenica 21 aprile 2019

I taralli dolci di nonna Rosa.


In questa domenica di Pasqua voglio regalarvi una ricetta tipica della Puglia, i taralli dolci. Li preparava mia nonna Rosa, la madre di mio padre e per farli il più fedele possibile alla ricetta originale ho chiesto aiuto a mio cugino Emanuele, il figlio della sorella di mia nonna, e a sua sorella Rosa che sta portando avanti con maestria la tradizione culinaria di famiglia mi ha aiutata telefonicamente con i suoi preziosi consigli. Buona Pasqua a tutti!

Ingredienti:


  • 1kg di farina 00.
  • 400 gr zucchero
  • 250gr di margarina
  • 4 uova
  • 2 buste di lievito
  • 2 bustine di vanillina
  • mezzo bicchiere di liquore all' anice.


Impastare tutti gli ingredienti fino a formare un impasto molto morbido con cui formare i taralli. La forma classica dei taralli è ad anello, o almeno mia nonna Rosa li faceva così,  ma potete intrecciarli o arrotolarli. Infornare a 180* per 15 minuti , fino a che diventano dorati.

Song: "Fruit Tree" Nick Drake


Una delle cose più belle nella vita di un amante dei vinili è quando qualcuno ti fa scoprire un artista che non avevi ancora scoltato. E questa epifania si è realizzata grazie al regalo del mio caro amico Giambo, che per il mio compleanno ha pensato di iniziarmi al culto del sublime, donandomi Five Leaves Left . Questo album prende il controllo assoluto dei tuoi pensieri con canzoni che sono un balsamo per l’anima. Un disco assolutamente essenziale, che richiede di essere ascoltato. Five Leaves Left è uscito quando Drake aveva solo 21 anni, uno sforzo incredibile per qualcuno così giovane. E’un album che fa appello a diversi livelli: testi, voce, lavoro di chitarra, Le sue parole e la sua voce erano foglie che galleggiavano su un flusso di note che spuntavano dalla sua chitarra. La poesia e l'emozione coinvolte nell’album hanno un'energia misteriosa che allo stesso tempo lenisce e rattrista.  Nick Drake è il talento musicale più sconosciuto che sia mai esistito, il suo lavoro è stato snobbato durante la sua vita, ma ora è finalmente riconosciuto per l'opera d'arte che è. Questo, il suo album di debutto, attinge agli artisti e al movimento del tempo e esplora e approfondisce quel suono. Drake crea atmosfere dense alle sue canzoni e dare loro una qualità senza tempo  attraverso una combinazione della sua virtuosa selezione di dita e voce inquietante e affannosa grazie a un sound che trascende il gusto e i confini musicali ed è, in una parola, mozzafiato .Come paroliere Nick Drake usa immagini incredibili e poetiche accompagnandole con la sua delicata chitarra e la sezione di archi. In un attimo i suoi testi possono passare da sentimenti ossessivamente personali a temi classici di amore e desiderio, anche se Nick Drake li descrive come se fossero sconosciuti al mondo. La sua consegna vocale è quasi sussurrata, a volte, aggiungendo l'immenso arazzo che tesse ad ogni canzone. L'apertura con 'Time Has Told Me' è perfetta, un modo meraviglioso per aprire un album di debutto, una dichiarazione di intenti.  Voce ricca, profonda e romantica e la chitarra è davvero ipnotica. 'River Man' che segue è al limite del genio. Il suono della chitarra acustica si adatta perfettamente alle melodie e alle linee vocali. Drake è particolarmente affascinante e misterioso attraverso questa canzone. I testi sono poesia e tutto è semplicemente perfetto. Così come in  'Three Hours' scritta per un suo amico . 'Way To Blue' sgancia interamente la chitarra per concentrarsi sul supporto orchestrato che evidenzia la voce di Nick. Una melodia triste, bella e dolente. Testi che suonano così pieni di solitudine e vanno dritti al cuore. Questo album ti fa venire voglia di abbracciare qualcuno per consolarlo da quanto è emotivamente potente. La musica funziona al meglio esprimendo la gamma di emozioni umane. Nick ha espresso emozioni particolari attraverso "Way To Blue" che forse non sono mai state espresse meglio da chiunque altro nella musica. La chitarra torna per "Day Is Done", una piccola canzoncina che va avanti da 'Way To Blue' in un certo senso - ma si presenta più come una canzone di rassegnazione. E poi arriva "Cello Song", dove Drake sembra felice, è una canzone piena di una particolare energia che riporta alla mente una mattina di primavera. Un'introduzione geniale alla chitarra conduce alla vivace e allegra "Man In A Shed". Manca il romanticismo delle altre canzoni, ma la performance è buona come qualsiasi altra canzone presente nell'album. 'Fruit Tree' è quasi impossibile da descrivere. 'Saturday Sun' è sottilmente influenzata dal jazz e assolutamente stupenda. La tragica fine della giovane vita di Drake rende questo album ancora più inquietante, ma la sua è tra la migliore musica che abbia mai ascoltato.  Il parallelo più vicino a cui riesco a pensare per la bellezza della musica e della voce di Drake , così come alla tragica fine e ai testi profetici, è Jeff Buckley. Un sacco di persone hanno fatto il confronto, e anche se non del tutto corretto o accurato, ci sono delle somiglianze . Entrambi erano brillanti cantautori con un talento vocale unico, sono morti troppo giovani e tragicamente, e sono stati più popolari e celebrati dopo la loro morte rispetto a prima. Ma è qui che le somiglianze tendono a finire, tranne che per il fatto che Drake cantava su "Lilac Time" e Buckley su "Lilac Wine". Drake stava affrontando una malattia mentale quasi paralizzante che alla fine - direttamente o indirettamente - portò alla sua morte prematura. Qualunque cosa succedesse nella sua vita, c'era qualcosa di inquietante nella sua voce, qualcosa che attraversa il tempo per trovare i luoghi solitari che esistono in ognuno di noi.

domenica 7 aprile 2019

Zucchine ripiene, pomodorini confit e Sam Cooke.




Quando preparo un piatto cerco sempre che una volta pronto siano coinvolti tutti i sensi di chi lo assaggia: deve essere buono, ovviamente, ma anche bello, profumato , gradevole al palato per consistenza e all’appagamento dell’udito ci pensa il vinile che metto nel giradischi durante il pasto!  Al supermercato ho trovato delle zucchine tonde e ho deciso di preparale ripene, con riso e fontina, per realizzare un piatto unico servito su un letto di pomodori confit, accompagnato da una delle voci che hanno reso grande il soul, Sam Cooke..

Ingredienti:


  •  4 zucchine tonde
  • 100 gr di riso carnaroli
  • Mezza cipolla
  • 50 gr di fontina
  • 150 ml di brodo vegetale
  • Mezzo bicchiere di vino bianco
  • Olio extravergine d’oliva
  • Pecorino grattugiato
  • 10 pomodorini
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 cucchiaio di timo essicato
  • Origano secco q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.

Lavate le zucchine tonde ed intagliate la parte superiore, che vi servirà per chiudere la zucchina ripiena. Dopodiché incidete con un coltello la parte interna della zucchina, togliete via la polpa con un cucchiaino, e tenetela da parte. Dovrete ottenere delle zucchine vuote all'interno ma senza arrivare a bucare la buccia. Fate bollire le zucchine in acqua salata  per 10 minuti, il tempo necessario a farle ammorbidire un po'. Scolatele zucchine e mettetele a testa in giù su di un canovaccio per eliminare l'acqua in eccesso e fatele freddare prima di riempirle. Preparate i pomodorini confit:  iniziate lavando i pomodorini sotto acqua corrente. Asciugateli con un canovaccio e metteteli su un tagliere, quindi dividete tutti i pomodorini a metà. Disponete i pomodorini tagliati su una teglia ricoperta di carta forno . Salate e pepate a piacere .Preparate un trito di aglio e timo e versatelo su ogni pomodorino e aggiungete anche lo zucchero. Distribuite l’origano secco  e infine versate un filo d’olio su ogni pomodorino . Infornate il tutto a in forno statico preriscaldato a 140° per circa 2 ore, fino a quando l’acqua di vegetazione dei pomodorini non sarà evaporata e questi non risulteranno leggermente abbrustoliti. Ora preparate il risotto: fate soffriggere la cipolla tritata con un filo d'olio insieme alla polpa della zucchina fatta a pezzetti. Aggiungete il riso e sfumate con 1/2 bicchiere di vino. Salate e pepate e fate tostare il riso , poi aggiungete il brodo fino a ricoprirlo. Aggiungete un mestolo ogni volta che il risotto si asciuga ed ultimate la cottura quando sarà al dente. Disponete le zucchine in una teglia ricoperta di carta forno, riempitele con un pezzo di fontina e con il risotto. Spolverate su ogni zucchina il pecorino ed irroratele con un filo d'olio . Infornate a 180°in forno statico per 15 minuti. Servitele coperte dalla calotta su un letto di pomodorini confit.

Song: "Bring It On Home To Me" Sam Cooke


Molti artisti hanno reso grande la musica in america, ma c'è un artista che emerge quando esamina chi ha contribuito a colmare il divario tra musica soul e gospel: sto parlando di Sam Cooke. Una miscela di spiritualità e sensualità, raffinatezza, soulfulness con sex  appeal da vendere . Era un bel ragazzo con una voce che catturava la tua attenzione, non importava cosa stesse cantando. Si affacciò per la prima volta nella scena musicale a 15 anni come cantante principale del  gruppo gospel Highway QC’s. A 19 anni si unì ai Soul Stirrers  , ma il bisogno di essere ascoltato al di fuori dell’ambiente religioso iniziò a nutrirsi di lui. Il gruppo è uscito alla in grande con singoli come "Jesus Gave me Water", Nearer to Thee "e" Touch the Hem of the Garment ".Cooke ha registrato la sua prima canzone pop "Lovable" sotto lo pseudonimo di Dale Cook, così da non mettersi in cattiva luce all'interno della comunità gospel. Al culmine del successo di The Soul Stirrer, Sam si allontanò dalla musica gospel. Una delle sue prime registrazioni laiche, "You Send Me" è salita in cima alle classifiche nel 1957. Ha continuato a registrare canzoni come "Everybody Loves to Cha Cha Cha", "(I Love You) For Sentimental Reasons" e "Wonderful World" per Keen Records. Nel 1960, Cooke firmò con la RCA dove realizzò successi come "Chain Gang" "Cupid" "Another Saturday Night" e "Twistin 'the Night Away". Cooke è stato in grado di portare lo spirito della chiesa alla musica popolare, segnando un'era di un nuovo suono. Sam aveva una voce che poteva affrontare ogni tipo di canzone, dalle ballate, alle melodie di danza scanzonate, a ritmo di rithm’& blues. Dal 1960 al 1965, Cooke rimase un pilastro delle classifiche americane. Sam Cooke era più che un artista e un cantautore. Era un uomo d'affari afroamericano di successo che operava all'interno dei confini dell'industria musicale tradizionale. Ha scritto e prodotto dischi per altri cantanti, fondato la sua casa editrice, Kags Music, nonché una società di gestione, e in seguito ha lanciato l'etichetta discografica SAR. Ha anche contribuito a lanciare la carriera di artisti come il suo fratello LC Cooke, Billy Preston, Bobby Womack, Johnnie Taylor e Lou Rawls aiutandoli a passare dalla musica gospel a quella laica. Sam era anche un attivista. Il rifiuto di Sam di cantare in concerti segregati ha portato a quello che molti hanno descritto come uno dei primi veri sforzi nella disobbedienza civile e ha contribuito a inaugurare il nuovo movimento per i diritti civili .Come la stella di Sam sembrava brillare di luce, in un istante, fu oscurata l'11 dicembre 1964. In circostanze misteriose, Cooke fu colpito a morte in un motel di Los Angeles, facendolo tacere per sempre. Il suo ultimo album Ain't That Good News, uscito nel gennaio dello stesso anno, aveva avuto un enorme successo, Sam era all'apice e quella sera al ristorante italiano Martoni's di Cahuenga Boulevard aveva partecipato a una piccola festa in suo onore. Alla festa era assieme ad una affascinante ragazza di ventidue anni di nome Elisa Boyer, che si faceva chiamare Lisa togliendo una "E" al suo nome, dai tratti tipicamente eurasiatici, essendo di madre cinese e padre inglese. Dopo un buon numero di drink Sam lasciò la festa con Elisa e i due si diressero con la Ferrari decapottabile del cantante all'Hacienda Motel, dove presero una stanza alle 2:35 di notte firmando come "Mr e Mrs Cooke". La receptionist che li registrò si chiamava Bertha Lee Franklin e diede loro una camera nella dependance. Poco dopo essersi appartati Elisa corse fuori dalla stanza: in intimo, e stringendo tra le mani degli indumenti, alcuni dei quali erano di Sam. Cercò aiuto presso la portineria della Franklin ma quando bussò nessuno rispose, è fuggì correndo dall'hotel. Lo stesso Sam corse fuori un instante dopo, con indosso solo le scarpe e una giacca. Arrivò alla portineria della Franklin, bussò e siccome nessuno rispondeva neanche a lui tentò di abbattere la porta a spallate. La Franklin gli aprì poco dopo, lui era molto agitato, cercava la ragazza, diceva che l’aveva derubato..la Franklin, spaventata , dopo una collutazione in cui lo colpì con una scopa, gli sparò in mezzo al petto, uccidendolo. La Boyer avrebbe affermato di essere scappata per paura di essere violentata da Cooke, ma da subito sono stati avanzati dubbi sul suo racconto. La ragazza, nonostante raccontasse di lavorare in un albergo era in realtà una prostituta e la conferma di ciò arrivo un solo mese dopo quando fu arrestata per aver concordato una prestazione sessuale a pagamento con un poliziotto sotto copertura. E' strano che una prostituta si rifiutasse di avere rapporti con il cantante, ed è ancora più strano che il portafogli di Cooke contenente patente e carte di credito non fu mai rinvenuto. Viene naturale pensare che la ragazza fosse invece consenziente e che quando Cook si chiuse in bagno decise di scappare con i suoi vestiti sperando così di portare con sé il portafogli e di lasciare il cantante nell'impossibilità di rincorrerla. Come in tutte le morti di persone famose, ci sono anche in questo caso numerose teorie del complotto da parte di chi non crede alla versione accertata dei fatti. La famiglia del cantante ad esempio non ritiene che questi fosse un violento capace di aggredire una donna: né Elisa Boyer né Bertha Franklin. Inoltre sempre secondo la famiglia la Boyer e Cooke si frequentavano da tempo e quindi non si capisce perché Sam avrebbe dovuto tentare di violentarla secondo le modalità raccontate da Elisa. Anche la cantante Etta James non credette alla versione ufficiale sostenendo di aver visto il cadavere di Cooke e che le ferite inferte sono ben superiori a quelle giustificabili dagli spari di una singola persona…la verità è che Sam Cooke non c’è più, ma la sua musica è ancora incredibilmente viva. RCA ha pubblicato postumo "A Change is Gonna Come" sul lato B del singolo "Shake." È una canzone che è considerata uno dei più grandi singoli di tutti i tempi, e una canzone che riporta Cooke al punto di partenza del suo vangelo radici. È stata la risposta di Cooke a "Blowin 'in the Wind" di Bob Dylan. È una canzone che parla di fede e resa dei conti ed è diventata un inno per coloro che lottano e per le ingiustizie nel mondo. La carriera di Sam Cooke è stata la matrice di molti artisti che sono venuti dopo di lui, da artisti come Aretha Franklin, Otis Redding, Al Green, Rod Stewart, R.Kelly e molti altri. A più di 50 anni dopo la sua morte, Sam Cooke rimane una forza da non sottovalutare. Il modo migliore per riassumere la carriera di un uomo che ha spianato la strada a così tanti è molto semplice, e suo fratello lo ha detto nel migliore dei modi:  "Sam era il Re del Soul. Tutti qui erano influenzati da Sam in qualche modo.  Una volta che ascolti la sua voce, non puoi fare a meno di amarlo.” E io sono d’accordo..

domenica 24 marzo 2019

Brunch di primavera.



Mi piace l'irruenza della primavera: arriva quando decide lei e fa esplodere di bellezza la natura. Anche il corpo e l'anima riforniscono e si rigenerano dopo un lungo inverno freddo e piovoso. E in questa stagione credo sia giusto ricominciare a volersi bene, a prendersi cura di noi, incominciando dal cibo. Ieri mattina ero sola a casa e con molta calma mi sono cucinata questo brunch, godendomi ogni momento della preparazione: ho messo sul piatto del giradischi uno dei miei 45 giri preferiti, ho tagliato con cura le verdure, preparato un centrifugato con mela, pera e arancia, pulito l'avocado, cucinato l'uovo e i funghi , lavato le fragole, e mentre canticchiavo mi godevo ogni istante del regalo che mi stavo facendo : un momento dedicato a me stessa.

Song: "My Guitar Gently Weeps" The Beatles



Il 45 giri di cui stavo parlando è "While my guitar gently weeps" , canzone scritta da George Harrison per il White Album e pubblicata come b-side di Ob-La-Di Ob-La-Da in questo formato. Le canzoni scritte da Harrison nella discografia dei Beatles sono una ventina, più o meno un paio di canzoni a disco. L'egemonia dei brani era di Lennon-McCartney e lui ha sempre fatto fatica a far accettare le sue composizioni. Non fa eccezione While My Guitar Gently Weeps . Quando Harrison presentò la canzone gli altri due l'accolsero con poco entusiasmo. C'è anche da dire che le registrazioni di questo disco non furono facile per il clima di tensione che c'era nel gruppo e che ha portato Ringo a piantare tutti e partire per una vacanza in Sardegna con la famiglia, lasciando la batteria a Paul McCartney che la suona in molte canzoni. Erano appena tornati dall'India e lì erano nate molte delle canzoni del disco. George iniziò a scrivere la musica per la canzone a Rishikesh, anche se i testi furono per lo più completati al suo ritorno in Inghilterra.
Nel farlo si è detto ispirato da I Ching, al libro dei cambiamenti .Il concetto orientale è che qualunque cosa accada è tutto ciò che dovrebbe essere, e che non esiste una cosa come la coincidenza - ogni piccolo evento che sta accadendo ha uno scopo. While My Guitar Gently Weeps era un semplice studio basato su quella teoria. Prima di iniziare a scriverla Harrison ha preso un libro a caso, lo ha aperto e ha letto la frase "piange delicatamente", e si è messo a scrivere la canzone. Come detto, Lennon e McCartney non hanno dato alla canzone l'attenzione che George riteneva meritasse. Allora chiamò in aiuto il suo amico Eric Clapton, perché suonasse la chitarra solista. Clapton inizialmente ha rifiutato di partecipare, dicendo: "Nessuno suona mai nei dischi dei Beatles". "E allora?" ha risposto Harrison. "È la mia canzone." Alla fine Clapton ha accettato di suonare e Paul e John cambiarono idea sulla validità del brano. Tra l'altro è questa la prima canzone dell'album che Ringo suonerà al suo rientro nel gruppo, dopo aver ricevuto un telegramma da Harrison in cui gli chiedeva di tornare. George come regalo di benvenuto gli fece trovare la batteria ricoperta di fiori..solo un'anima come la sua avrebbe potuto pensare a un gesto così bello!



domenica 17 marzo 2019

Canederli in brodo.


Era molto tempo che volevo provare a fare i canederli, un piatto tipico del Trentino che utilizza pane raffermo e speck. Solitamente vengono serviti in brodo ma possono essere cotti nel brodo e ripassati in padella con burro e salvia. Io li ho preparati nella loro versione più classica, ascoltando uno dei miei gruppi preferiti..

Ingredienti:


  •  4 uova 
  • 400 gr di pane raffermo
  • 300 ml di latte parzialmente scremato 
  • 260 gr di speck tagliato spesso 
  • 100 gr di farina 00
  •  60 gr si pangrattato
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  •  un pizzico di erba cipollina
  • noce moscata q.b.
  • pepe nero q.b.
  • sale marino q.b.
  • 1 lt di brodo di carne



 Tagliate il pane comune raffermo a dadini e lo lo speck a pezzetti. Sbattete le uova con il latte, 1 pizzico di sale, una grattata di noce moscata e una macinata di pepe, dopo di che amalgamate bene tutti gli ingredienti in una ciotola con la farina setacciata e un pizzico di erba cipollina disidratata. Lasciate riposare l'impasto per circa 20 minuti.
 Con l'impasto formate tanti piccole palline facendo roteare l'impasto tra le mani e passatele nel pangrattato. Cuocetele a fuoco moderato nel brodo in  ebollizione per circa 15 minuti e poi serviteli caldi.
Song: "Many Shades of Black" The Raconteurs


Ho una domanda per voi: c'è una canzone che cantate a squarciagola quando siete soli? La mia è "Many Shades Of Black" dei Raconteurs e la canto soprattutto quando sono in macchina, e magari c'è la coda..incurante delle persone che dalle altre auto mi guardano, non appena sento le prime note della canzone io divento Brendan Benson e parto..e poi, al momento dell'assolo divento Jack White e mi esibisco in una performance di air guitar degna di applausi. Perchè a me i Racounteurs piacciono tremendamente. Ho già scritto tempo fa di "Brocken Boy Soldier" il loro album d'esordio e ora ho avuto la fortuna di trovare in vinile Consoler Of The Lonley, il secondo lp, in una bancarella vicino casa. Consolers of the Lonely è uno dei dischi più emozionanti sentiti negli  ultimi 10 anni. Partiamo dalla copertrina: è un'immagine abbastanza drammatica, che rende bene il contenuto sonoro di questo doppio album.  La band è sul palco, sembrano pronti a suonare in una fiera di paese, mentre una donna abbastanza inquietante esce da una porta e una bambina resta seduta accanto a loro . Il palcoscenico raffigura tre stendardi con su scritto Tennessee , Michigan e Ohio . Questi segnali si riferiscono al fatto che i membri della band attualmente risiedono in Tennessee, ma Brendan Benson e Jack White sono originari del Michigan, mentre Patrick Keeler e Jack Lawrence sono originari dell'Ohio.Una volta aperto, il palco è vuoto e la grancassa nella parte posteriore dice "Sanitary Workers Band". Ti aspetti che da un momento all'altro appaia il venditore della pozione miracolosa che lenisce tutti i tuoi mali.  E poi quando tiri fuori i vinili ti accorgi che ci sono delle foto nascoste, un regalo inaspettato che rende il tutto ancora più accattivante.
Lo metti sul piatto e subito emergono le differenze con l'album d'esordio: Broken Boy Soldiers,  ha temperato il vigore di White con la dolcezza pop di Brendan Benson .Consolers of the Lonely , al contrario, è  più  vicino a White anche se a mio parere la canzone migliore dell'album è il capolavoro  di Benson, "Many Shades of Black", di cui vi parlavo all'inizio. L'album è un doppio, 14 canzoni in cui la band cambia generi prontamente, spesso nello spazio di una canzone, senza lasciare respiro all'ascoltatore visto che il gruppo ha deciso di non lasciare pause tra un brano e l'altro. Il carrozzone dei Racounteurs in questo disco ti porta a spasso tra sonorità blues, prog, rock, pop con Benson che tiene le redini con la sua voce squisitamente melodica e White che ti fa decollare ogni volta che entra con la sua chitarra , i suoi assoli potrebbero andare avanti all'infinito. Dunque una serie di riff graffianti, psichedelia, qualche ballata, in definitiva una sorta di bignami del rock moderno, nato dalle ceneri del rock anni ‘70.  I Raconteurs sembravano già a loro agio nel loro debutto,Broken Boy Soldiers , e qui la chimica è diventata ancora più forte. È un progetto parallelo che ha più intensità e impegno rispetto alla maggior parte delle band "ufficiali".







domenica 3 marzo 2019

Gnocchi di patate alle verdure con crema di zafferano.


Non amo molto lo zafferano infatti difficilmente lo utilizzo nelle mie ricette ma questa domenica ho provato a mescolarlo con la panna di soia per insaporire il condimento di questi gnocchi di patate con cavoletti di Bruxelles e champignon e ne è nato un abbinamento di sapori molto interessante, che ha meritato un posto tra le ricette di Soulktichen!

Ingredienti:
  • 300g di gnocchi di patate 
  • 150g di cavoletti di Bruxelles
  • 100 di funghi champignon
  • panna liquida di soia
  • 1 bustina di zafferano in polvere
  • Olio extravergine di oliva e sale q.b.


Pulite i funghi con una spazzolina per elimanare i residui di terra e tagliateli a fette, lavate i cavoletti e tagliateli in quattro parti. Sbollentateli in acqua calda per cinque minuti e mettete da parte.In un pentolino sciogliete 100 grammi di panna liquida di soia, aggiungete una bustina di zafferano e amalgamate il composto.  Scaldate l'olio in una padella, aggiungere i cavoletti e lasciar soffriggere, dopo qualche minuto aggiungere i funghi in padella. Aggiungere metà della crema di zafferano e lasciar cuocere a fiamma media.  Nel frattempo cuocere gli gnocchi  fino a quando non vengono a galla . Se il sughetto lo necessita aggiungere un mestolino di acqua di cottura degli gnocchi per addensare. Fate saltare gli gnocchi in padella, unire l'altra metà di crema, mescolate per qualche minuto e servite.

Song: "Lover, You Should've To Came Over" Jeff Buckley


..non è finita
Il mio regno per un bacio sulla sua spalla
Tutte le mie ricchezze per vederla sorridere
Quando le dormivo addosso
Tutto il mio sangue per la dolcezza del suo sorriso
Lei è la lacrima sospesa per sempre nella mia anima..

E’stata la mia amica Elisa a farmi scoprire Jeff Buckley: ci conosciamo fin dall’infanzia, abbiamo condiviso l’amore appassionato per i Doors da 15enni ma crescendo i nostri gusti musicali si sono differenziati..io mi sono data al rock’n’roll mentre lei a suoni più cupi e intimisti. Un giorno di parecchi anni fa mi ha chiesto: “Lo hai mai ascoltato Jeff Buckley?”..io ho subito pensato “Ecco, ora mi propina quella roba inascoltabile di 18 minuti a canzone che ascolta lei”..e invece ha messo su il vinile  di “Grace". E da quel momento, “Grace” è diventato uno degli album a cui sono più affezionata perché  non è solo uno dei più grandi debutti degli anni '90, ma secondo me uno dei più grandi dischi usciti negli ultimi 25 anni. In un momento in cui la scena musicale era dominata dal grunge lui esce con qualcosa di differente, difficile da definire o etichettare.
Grazie una delle voci più affascinanti e uniche della musica e un talento per trovare  melodie incrediblmente toccanti , Buckley permea le sue  canzoni con un'intuizione emotiva che a volte sembra quasi insopportabile. Il suo lavoro di chitarra è allo stesso tempo denso e leggero, pieno della bellezza scintillante di una giornata di sole. La sua voce è angelica e appassionata, il veicolo perfetto per questo tipo di impressionismo rock . È davvero una meraviglia permettere alla sua voce di arrivare nel profondo del tuo stomaco e dolcemente cullare la tua anima. E' naturale chiedersi quanto il suo talento provenga dal suo DNA..d'altronde è il figlio di Tim Buckley..ma in realtà Tim Buckley,  lasciò la moglie nel 1966 pochi mesi prima che il figlio nascesse, per andarsene a New York. Jeff lo incontrò in seguito e saltuariamente (lui ha dichiarato di averlo incontrato solo 9 giorni in tutta la sua vita). Fu il suo patrigno che lo avvicinò alla musica facendogli ascoltare Gli Who, Pink Floyd Jimi Hendrix, Queen,e i Led Zeppelin. Anche  la madre, musicista classica, ebbe un ruolo importante nella sua crescita musicale, introducendolo a Robert Johnson, Nina Simone, Billie Holliday. Se ne andò di casa a 17 anni e  iniziò la sua carriera suonando la chitarra in numerosi gruppi jazz, reggae, e heavy metal. Nel febbraio 1990, si trasferì a New York, dove per la prima volta sperimentò Qawwali, una forma di musica devozionale sufi dell'India e del Pakistan. Ma la svolta arrivò nel 1992 quando firmò un contratto con la Columbia : nell' agosto 1994 esce il primo e unico Lp "Grace", un disco di cui è stato detto "può cambiare l'approccio alla musica a 7 persone su 10".
E proprio in quel periodo una ragazza di nome Merri Cyr scatta la foto che diventerà l’immagine di copertina di “Grace”. Merry lavorava per Paper, una rivista di NY e le venne chiesto di seguire questo cantante ancora sconosciuto in tour. Di lui ha detto “Jeff Buckley non era solo molto bello ma  emanava un fascino e un’empatia così immediati che ritrarlo era fantastico. Fin da subito ho percepito in lui una propensione al gioco e alla sperimentazione che rendeva il servizio fotografico una specie di avventura…”. Nel 2016 da Ono Arte a Bologna , una delle mie gallerie preferite, sono state messe in mostra proprio le foto scattate da Merri Cyr in tanti momenti della vita on the road di Buckley.,,c’erano foto scattate al supermercato, al telefono in albergo, per strada..tutte  immagini che hanno tracciato la sua ascesa verso il successo e documentato la sua  carriera regalandoci una visione intima di una delle  leggende musicali più sorprendenti di tutti i tempi.
In Grace emerge il grande dono di Jeff Buckley: una voce versatile, ricca di sfumature e la capacità di utilizzarla in modi diversi  a seconda del tipo di canzone. Riesce a passare dal rock di Grace, So Real ed Eternal life alla delicatezza di Lover, you should’ve come over  e Last goodbye. Nell’album ci sono alcune cover ma la più famosa di tutte è sicuramente Hallehujia, canzone scritta da un amico di suo padre, Leonard Choen. Ma in realtà Buckley ha deciso di cantare questa canzone dopo aver ascoltato l’interpretazione che ne fece John Cale..e tutte le cover successive saranno della sua meravigliosa interpretazione.  Lilac Wine è un’altra cover presente nell’album, scritta da James Shelton ed interpretata  da Nina Simone ma ancor prima da Eartha Kitt, che Jeff interpreta trascinandoci nel languore della sua voce, e ancora Chorpus Christhi Carroll, una canzone che ha origini antiche , si dice che il testo provenga da un manoscritto trovato nel 1500..sicuramente è stata scelta da Buckley per dar prova della sua incredibile estensione vocale.
 E come non parlare  della canzone più tirata dell’album: Eternal Life in cui la voce di Buckley perde la purezza dei brani precedenti e si sporca per parlare della vita che è troppo breve e troppo complicata per farla rovinare da coloro che pretendono di prenderne il controllo, che giudicano per il colore della pelle, la classe sociale, per la religione..è una canzone che fa emergere la rabbia di un ragazzo poco più che ventenne che si ribella alle ingiustizie, ma che purtroppo morirà due anni dopo averla scritta..
Il 29 maggio del 1997 Jeff Buckley era a bordo di un furgone guidato dal roadie Keith Roti. Stavano andando a registrare delle nuove canzoni   quando passarono davanti a un affluente del Mississipi: Buckley chiese di fermarsi perchè voleva fare un bagno. Si buttò in acqua vestito e con gli stivali canticchiando Whole Lotta Love dei Led Zeppelin. In quel momento passò un battello che, probabilmente, creò un vortice d’acqua e lo risucchiò. Il suo corpo fu ritrovato 6 giorni dopo, impigliato tra i rami di un albero..così ci lasciava un ragazzo di 30 anni e nasceva un mito..e con  Dream Brother si chiude il suo unico, incredibile album. Tra tutte le sue canzoni è forse quella che si avvicina di più stilisticamente alla musica del padre, che nel testo viene rappresentato come una figura quasi ingombrante..in realtà la canzone è dedicata ad un suo amico, e suona come un monito, quello di non lasciarsi morire, perché altrimenti i suoi figli avrebbero dovuto fare i conti con la pesante assenza di un padre, proprio come è accaduto a lui. "Grace" è un album  che ognuno di noi dovrebbe ascoltare ogni tanto per regalarsi un immersione sonora nel bellezza e nella poesia.